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Tema: La coda

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SvolgimentoTema: La codaLa prima volta che ho tradito Chiara è stato per caso, non me la sono andata a cercare, non è stata una cosa premeditata. Per lo meno da parte mia. L'ho conosciuta un martedì, a calcetto. Era la compagna di un mio amico, Andrea. Ora so che non stanno più insieme, ma si vedeva che era una con poca voglia di fare la “parte” della fidanzata. No. Era più il genere di donna a cui piace sedurre e devo dire che lo faceva benissimo. Sarà anche vero che noi uomini perdiamo la testa facilmente con una che ci fa capire d'essere disponibile, ma è altrettanto vero che la determinazione che ci mettono ha qualcosa di diabolico. Ho sentito dire spesso da mio nonno che le donne sono gli unici animali a cui Dio non ha fatto la coda. Faceva sempre ridere questa sua uscita, immancabile alle cene di natale, ad esempio. Ed erano proprio le donne le prime a riderci sopra, non ho mai capito se per ironia o consapevolezza!Quella sera è venuta a vederci a calcetto. Andrea ne era entusiasta. Era la prima donna di qualcuno di noi che veniva al campetto: si è piazzata dietro una delle porte, a bordo campo, perché coi tacchi che si era messa se metteva piede sull'erba ci restava impiantata. Pantaloni neri aderenti ed una camicetta bianca sbottonata fino al seno. Se la mia donna decidesse di venire a conoscere i miei amici conciata in quel modo non la farei neanche salire in macchina: è arrivata che noi già si era a diversi minuti dall'inizio dell'allenamento e già belli sudati. Abbiamo interrotto solo qualche minuto per le presentazioni e abbiamo ricominciato a correre.Ad ogni passaggio sotto porta però sentivo i suoi occhi addosso. Certo, ogni tanto alzava la mano per salutare Andrea con un gesto così studiato che mi pareva tanto innaturale. Ad un certo punto ho anche provato imbarazzo a stare a torso nudo davanti a lei e mi sono rimesso la maglietta. Mentre lo facevo avevo lo sguardo giusto nella sua direzione e sentivo esattamente il punto in cui i suoi occhi stavano guardando. Imbarazzo ed eccitamento: una miscela esplosiva per un uomo sudato. Quell'idiota di Andrea sembrava non accorgersi di nulla e anche lui ogni tanto alzava la mano e si perdeva qualche passaggio della partita mentre cercava di farsi guardare. Inutilmente.Dopo l'allenamento e la doccia siamo andati tutti a prendere una birra. Anche lei è venuta e al momento di prendere posto al tavolino me la sono ritrovata di fianco. Abbiamo scambiato qualche battuta piuttosto rituale, qualche risata soprattutto su episodi dell'ultima vacanza che aveva trascorso con Andrea a Londra dove l'eroe aveva messo in mostra i pessimi risultati di un costoso corso di inglese. Ad un certo punto mentre uno era a chiedere il conto, un altro era uscito al telefono e il moroso era in bagno si è avvicinata dopo che ho azzardato un complimento al suo profumo. Ha voluto a tutti i costi che lo annusassi direttamente dal suo collo. Avevo il respiro mozzato in gola; la sua pelle a un niente dal mio viso e avevo voglia di baciarla, una voglia pazzesca. Cambiai discorso dicendole che mi sarebbe piaciuto regalare quello stesso profumo alla mia ragazza. Almeno le avevo passato l'informazione che ero fidanzato, ma lei, applaudendo e alzando di un tono la voce, mi invitò a raggiungerla in negozio da lei, sì, aveva una profumeria, il che le sembrò perfetto: così avrei potuto acquistare il profumo senza sbagliarmi e proprio dalle sue mani.La sera a letto mi avvicinai a Chiara. Avevo solo un'idea in testa... purtroppo però lei in testa aveva solo un gran male, dovuto alla stanchezza. Non aveva voglia di fare sesso.Io me la tenni solo fino all'indomani. Sono stato alla profumeria di cui mi aveva lasciato l'indirizzo la ragazza di Andrea e ve la trovai sola. Era quasi l'ora di pranzo, stava per chiudere per una pausa, ma non mi ha invitato ad uscire con lei. No. Ci siamo chiusi nel retro della profumeria e quasi senza neanche parlarci abbiamo scopato in terra. La posizione non era delle migliori ma l'ideale per vedermela davanti carponi: le lunghe gambe ben piantate a poca distanza e la schiena nuda e calda dove poggiare le mani. Ricordo che le strappai un pezzo di collant per non aspettare che se li togliesse. Forse la fretta per il poco tempo, forse la voglia esagerata di non chiedere alcun permesso. Di non aspettare alcun "via libera", alcun obbligo di rispetto. Era solo una scopata. Mentre me ne stavo lì col cazzo in mano a cercare di farmi strada nello squarcio dei collant ho visto il suo cellulare squillare. Le era uscito da una tasca mentre si spogliava. Era Andrea. Sullo schermo dell'apparecchio era comparsa una sua foto. Il nome però diceva solo "cucciolotto".Ecco, avrei voluto dirgli, guarda cucciolotto come mi scopo la tua donna. Si vede che ne aveva proprio voglia. D'altra parte abbiamo visto tutti, sotto la doccia, il perché la tua ragazza ha così voglia di farsi sbattere da qualcuno. Pensieri che servivano solo ad aumentare il mio eccitamento.Alla fine, con l'ultimo bottone della camicia al suo posto, mi sono sentito un grande stronzo: avevo tradito un amico! Quella sera però non mi sarei dovuto sorbire altre scuse. Nessun mal di testa o nessuna stanchezza: non ho chiesto né detto nulla a Chiara. E lei ha chiuso gli occhi poco dopo aver spento la luce sul suo comodino.

Gianluca Meis


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