Proprio la sudorazione è il meccanismo che il nostro organismo mette in atto per raffreddare il corpo e regalarci una condizione di refrigerio: quando la temperatura del nostro corpo sale, le goccioline di sudore emesse sulla nostra pelle evaporano. Il calore necessario alla loro evaporazione viene preso dalla pelle stessa, che di conseguenza si raffredda. In giornate molto umide, l'aria contiene già parecchia umidità e quindi l'evaporazione del sudore è molto rallentata; ne consegue che le goccioline rimangono sul nostro corpo, donandoci quella spiacevole sensazione di afa. Il ventilatore, in questi casi, rinnovando lo strato di aria direttamente a contatto con la nostra pelle, favorisce l'evaporazione del sudore, regalandoci un pò di refrigerio. Quindi la sensazione più o meno opprimente di afa (e quindi la temperatura che percepiamo) è funzione sia della temperatura reale, che del contenuto di umidità dell'aria. E' possibile infatti percepire le stesse sensazioni trovandosi in un ambiente a temperatura più alta ma con umidità più bassa (quindi in condizioni di caldo torrido) oppure a temperature più basse ma con umidità più alta (condizioni di caldo afoso). Quindi è riduttivo parlare di temperatura percepita se non si fa riferimento anche all'umidità: nel caso di 33° reali ed umidità del 40% è come se percepissi 38° in ambiente secco, ma lo stesso disagio lo potrei ritrovare in un ambiente molto umido a "soli" 29°.
Indici di calore. Per esprimere il disagio fisiologico dovuto alle condizioni di caldo, piuttosto che riferirsi alle temperature percepite, sono stati introdotti e studiati diversi indici, i quali, partendo dai valori di temperatura ed umidità, riescono a dare un'idea dello stress subito dall'organismo. Infatti, grazie ad opportune tabelle, i valori di questi indici sono collegati direttamente alle possibili conseguenze che l'organismo si troverebbe a subire, specie in soggetti predisposti come bambini, anziani e cardiopatici. New Summer Simmer Index: questo indice di benessere, presentato all’ottantesimo meeting dell’AMS tenutosi a Long Beach, in California, 11 Gennaio 2000, rappresenta una nuova versione del Summer Simmer Index, pubblicato nel 1987 in una edizione estiva del Weatherwise, ad opera di John W. Pepi. Si tratta di un indice adatto a descrivere le condizioni di stress da calore durante la stagione calda, rapportando le condizioni di disagio ad ambienti secchi, tipo quello desertico. Questo indice utilizza i risultati provenienti da modelli fisiologici e test umani effettuati su un periodo di oltre 75 anni dalla Società Americana di Ingegneria del Riscaldamento e Refrigerazione (ASHRAE) presso l’Università del Kansas State. E’ un indice rappresentativo e significativo in quanto:
- è testato fisiologicamente
- è sostenuto da obiettive leggi scientifiche
- è confermato da test soggettivi
- è un indicatore del benessere e del disagio (non esprime semplicemente una sensazione termica)
- pressione di vapore
- velocità effettiva del vento
- dimensioni di un uomo
- temperatura interna del corpo umano
- tasso di sudorazione di un uomo
