Non smetteremo mai di lodare Roberta Vinci da Taranto, brillante pulce del tennis azzurro, capace quest'anno di aggiudicarsi a Budapest il terzo torneo stagionale dopo la vittoria di Barcellona sulla ceca Hradecka e quella di Rosmalen sulla Dokic, il sesto in assoluto in carriera dopo Bogotà 2007, Barcellona 2009 e Lussemburgo 2010, e il secondo del 2011 sulla terra rossa benchè il suo gioco da serve and volley sia più indicato per le superfici veloci. Questo è forse l'aspetto tecnico che più ci colpisce, ovvero la maturità psicofisica e tecnica dell'atleta le ha permesso di affermarsi anche sul rosso dove il suo brillante ma leggero gioco è teoricamente meno efficace. Con questo successo, per le statistiche il 52° per le italiane nella storia della Women Tennis Association, la tarantina supera la leggendaria Raffaella Reggi e si pone da sola all'inseguimento di Sandra Cecchini, prima con 12 titoli, e Flavia Pennetta, seconda con 9. Proprio quest'ultima deve guardarsi le spalle dal mantenere la seconda piazza azzurra; infatti, in base alle classifiche mondiali di oggi, la Schiavone ha saldamente in mano la leadership col numero 8 del mondo, poi la Pennetta al 21 e appunto la Vinci al 23, personale best-ranking e sempre più vicina alla corregionale, in caduta libera anche nei tornei piccoli.
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Non smetteremo mai di lodare Roberta Vinci da Taranto, brillante pulce del tennis azzurro, capace quest'anno di aggiudicarsi a Budapest il terzo torneo stagionale dopo la vittoria di Barcellona sulla ceca Hradecka e quella di Rosmalen sulla Dokic, il sesto in assoluto in carriera dopo Bogotà 2007, Barcellona 2009 e Lussemburgo 2010, e il secondo del 2011 sulla terra rossa benchè il suo gioco da serve and volley sia più indicato per le superfici veloci. Questo è forse l'aspetto tecnico che più ci colpisce, ovvero la maturità psicofisica e tecnica dell'atleta le ha permesso di affermarsi anche sul rosso dove il suo brillante ma leggero gioco è teoricamente meno efficace. Con questo successo, per le statistiche il 52° per le italiane nella storia della Women Tennis Association, la tarantina supera la leggendaria Raffaella Reggi e si pone da sola all'inseguimento di Sandra Cecchini, prima con 12 titoli, e Flavia Pennetta, seconda con 9. Proprio quest'ultima deve guardarsi le spalle dal mantenere la seconda piazza azzurra; infatti, in base alle classifiche mondiali di oggi, la Schiavone ha saldamente in mano la leadership col numero 8 del mondo, poi la Pennetta al 21 e appunto la Vinci al 23, personale best-ranking e sempre più vicina alla corregionale, in caduta libera anche nei tornei piccoli.
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