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TENUTA RIZIERI E LE LANGHE di Dolcipensieri

Da Dolcipensieri

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Nel cuore delle Langhe, le colline di vigneti di Alba, sorge la “Tenuta Rizieri”, un cascinale completamente ristrutturato da circa un paio di anni. Le colline la circondano come in un abbraccio, le stesse colline che regalano vigneti di oltre quarant’anni di età e che producono ben quattro tipi di vino: Nebbiolo, Barbera, Dolcetto per i rossi e un bianco nominato Arneis.

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TENUTA RIZIERI – Società Agricola Semplice - Via S. Calocero, 7 – 12055 Diano d’Alba (CN)

Siamo in quel di Diano d’Alba, piccola cittadina poco distante da Alba, nella zona dei vini rossi citati sopra; ovunque sono distese di vigneti di varie case vinarie, ovunque B&B ricavati da vecchie fattorie ristrutturate tutte accomunate dalla ricerca di pace e tranquillità. La Tenuta è gestita da una giovane coppia di coniugi con due bambini, sempre molto gentili e disponibili alle varie esigenze della clientela; non sono proprietari del casale tramandato dai vecchi avi come tradizione vuole, bensì la loro scelta di acquistare e gestire la tenuta è una pura e vera scelta di vita, lontano dalle città e dallo stress. Barbara e Arturo, professori universitari, sono ottimi padroni di una casa ma soprattutto di un’azienda moderna, pulita, ordinata e molto tranquilla; la zona è detta “Cascina Ricchino”, le colline che la circondano sono coltivate a vigna che produce da oltra quarant’anni, ottime uve per vinificare il famosissimo “Dolcetto”. La cascina ottocentesca ha una vista mozzafiato: ad ovest si estende a tutta la vallata circostante, alle verdi colline e alla corona delle Alpi, fra cui spicca l’inconfondibile vetta del Monviso. Se volete passare per fare un tour delle Langhe, questo B&B è perfetto sia se siete in coppia, sia se siete una famiglia: posto tranquillo, camere nuove e pulite, ben curate come lo è il bagno, la colazione abbondante con tutto e di più, i proprietari molto gentili e sempre presenti.

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Sempre in sede si possono acquistare i loro vini: la barbera ed il nebbiolo maturano per oltre un anno in tradizionali botti di rovere per concludere poi l’affinamento in vetro. I vini rossi sono imbottigliati senza filtrazione in modo da conservare il profumo, il colore ed il gusto che gli sono propri. La qualità in questo caso supera la quantità!

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Diano d’Alba è un antico borgo che con il suo belvedere domina tutta la campagna ed è uno dei paesini più caratteristici delle Langhe insieme a Barolo, Grinzane Cavour e Monforte. Paesini immersi fra vigneti, noccioleti e boschi che regalano il tartufo bianco. Il punto più caratteristico della piccola meta turistica, è la piazza della chiesa che sorge su un cucuzzolo dove si estende una lunga terrazza sulle colline di Alba.

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Il Belvedere regala ai visitatori una bellezza naturale da mozzare il fiato. Le cime innevate fanno da orizzonte sulle colline di nocciole e di vigneti.

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Altro paese incastonato nelle valli delle Langhe è Grinzane di Cavour: punto cruciale del paesello è il castello del 1400 e recentemente restaurato. Attualmente è sede di una enoteca e ospita l’ordine dei Cavalieri dei Vini e del Tartufo di Alba. In questo castello visse per alcuni anni il Conte Camillo Benso di Cavour, che fu anche sindaco di Grinzane e che contribuì a far conoscere ed apprezzare in tutte le corti europee il vino più prestigioso di queste terre: il Barolo. Sempre in questo castello si svolge l’asta del tartufo bianco a livello internazionale.

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Salendo su per le colline passando tra i vigneti arriviamo a Barolo, paese che porta lo stesso nome del rinomato paese dove i vigneti acquistano valore e fama. Il paese sembra più un borgo, le sue piccole vie acciottolate lo costeggiano tutt’intorno e la vista anche qui si perde sulle colline delle Langhe. L’affascinante e imponente castello dei Marchesi Falletti racconta mille anni di storia ed è la meta più bella del paese con accanto una piccola chiesa. Le sue stupende sale sono visitabili perché ospitano la “Biblioteca Storica” ordinata da Silvio Pellico e il “Museo delle Contadinerie”. E anche luogo di importanti mostre d’arte, mentre le sue cantine sono sede della prestigiosa “Enoteca Regionale del Barolo”. Lungo le sue vie è possibile visitare molte enoteche dove acquistare il vino e in molte di esse, si possono ammirare vecchie e alquanto particolari bottiglie di varie annate di vino. Simpatico, non come coloro che lo gestiscono, è il “Museo dei Cavatappi”: evitate di entrare con libri o bottiglie in mano perché vi redarguiscono a gran voce chiedendovi se le avete prese da voi con il dubbio di non aver pagato. Tenete scontrini con voi oppure se qualcuno non è interessato alla visita potrà farvi da custode dei vostri acquisti fatti prima, i bimbi teneteveli bene a mano perché forse non ben graditi (ma come sempre mie personali sensazioni).

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Alba è la cittadina posta sotto questi meravigliosi paesini che formano le Langhe. Famosissima per molti marchi famosi tra cui la Nutella della famiglia Ferrero, pensavamo fosse più grande: ai nostri occhi si è invece rivelata una cittadina tranquilla, pulita e molto storica nei suoi edifici. Vale molto la pena passeggiare anche più di una volta lungo le sue vie perché ogni volta si scorgono nuovi angoli vecchi e nuovi. I bar sono quasi tutti storici e antichi, i negozi di prodotti piemontesi si dividono fra nuovi di moderna etichetta con invece quelli più storici. La vendita di prodotti è varia: vini, nocciole, tartufi, formaggi con assieme i loro derivati. La piazza principale è quella del Duomo.

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Nei pressi di questa piazza, c’è uno dei ristoranti più stellati – ne ha tre dal 2012 – ovvero “Piazza Duomo” dello chef Crippa. Mentre proprio nella piazza con il suo piccolo giardino d’inverno, è situato un “fratello” del Piazza Duomo ovvero la “Piola”. L’unione dello chef Crippa con la famiglia Ceretto, famosi viticoltori, ha reso possibile la creazione di questi due ristoranti, che sono due esperienze di cucina molto distanti tra loro ma simili nella ricerca e nella qualità dei prodotti primi. La Piola decisamente più accessibile per il portafogli, cura molto la tradizione culinaria piemontese mentre Piazza Duomo, pluristellato e molto più pretenzioso per il portafogli, serve piatti con una creatività ricercata che solo lo chef Crippa è in grado di creare ed esigere. Io ho pranzato alla Piola, ovvio, dove la particolarità del ristorante consiste nella loro famosa lavagna, anzi due una per ogni sala da pranzo.

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Il ristorante si presenta, complice la lavagna, come una osteria di un tempo logicamente moderna e ben curata, ogni tavolo è impreziosito dai sottopiatti coloratissimi e diversi fra loro. I camerieri giovani e cordiali. Le ricette sono tutte piemontesi di tradizioni oppure sono innovative ma sempre con sfumature tipiche della cucina piemontese. I vini tutti rigorosamente piemontesi, si possono gustare sia a calice o in bottiglia integra.

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In senso orario, ci siamo gustati: misto di antipasti tra cui un vitello che si scioglieva in bocca, una tartare di carne fresca, l’insalata russa; i classici tajarin dal sugo di salsiccia che non potevamo esimerci dal provare soprattutto perché tutta la pasta è fresca e confezionata nelle loro cucine; un altro piatto tipico è la tagliata di Fassona, anch’essa morbida e cotta al punto giusto mentre per me un buon vitello tonnato alla piemontese dove la carne era tagliata sottilissima e freschissima senza la minima sbavatura. Se capitate ad Alba, dovete per forza mangiare qui: la qualità dei prodotti è ottima e i prezzi dei piatti in perfetta sintonia sia con il posto, sia per il servizio e i piatti presentati. Le due sale erano full. Prezzo circa 35/40 euro a persona.

Veniamo ora ai prodotti che ho voluto portarmi a casa nella mia cucina; oltre ai vini della Tenuta Rizieri, non mi sono persa una vasta gamma di sali con profumi e aromi della Langa, il miele.

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I prodotti con il tartufo spopolano nei vari negozi… olio, sali, acciughe, riso e tante altre chiccherie.

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Non potevano mancare i tajarin pasta di tradizione, il riso acquarello… e qualche assaggio di formaggi.

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E il buono delle Langhe, ovvero il tartufo bianco…

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…qui in versione dolce: le pasticcerie pullulano di tartufi dolci di cioccolato nero, bianco o gianduia con le nocciole delle Langhe a marchio I.G.P. ingrediente principale della famosa crema alle nocciole.

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