Test di Medicina e flash mob contro il numero chiuso

Creato il 09 aprile 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online
apr 9, 2014    Scritto da giuliaporzionato    Attualità, Cronaca, Piemonte, Torino 0

Test di Medicina e flash mob contro il numero chiuso

Il test d’accesso per le facoltà a numero chiuso è una realtà con cui gli aspiranti studenti universitari si scontrano da tempo: c’è il terrore di non riuscire a superare quelle domande, la speranza dei ripescaggi, la gioia se si entra al primo colpo. C’è chi riprova lo stesso test ogni volta, che sia per entrare a medicina, psicologia o (a Torino appena da un paio d’anni) a ingegneria. Le prove torinesi si sono svolte in varie sedi tra cui Palazzo Nuovo, la palazzina Einadui e il Campus. I posti disponibili per Medicina, sommando Molinette e San Luigi, sono 450, contro 2889 aspiranti medici che si sono pre-iscritti ai test. Si stima, però, che un 10% abbia deciso di non presentarsi il giorno dello scritto.
Per la prima volta, il test d’ingresso si svolge nel mese di aprile, anziché a settembre come gli scorsi anni; il numero degli iscritti a Medicina è risultato piuttosto in calo a livello nazionale rispetto all’anno passato (64.187 contro i 74.312 nel 2013); e dopo le polemiche contro l’anticipo della data test, che sono quindi in coincidenza con la preparazione degli esami di maturità, ritornano le proteste per il numero chiuso: qualche mese fa è toccato alla facoltà di Psicologia; adesso, aspiranti medici e chirurghi si ribellano contro un limite numerico che costringe molti di loro a una seconda scelta universitaria, o al rinvio di un altro anno per riprovare il test.
Alcuni atenei, tra cui il Campus Luigi Einaudi di Torino, hanno visto la mobilitazione di alcuni ragazzi con un breve flash mob per protestare contro il numero chiuso e i test anticipati di circa 5 mesi. La protesta è stata organizzata dai comitati studenteschi LaSt e Studenti Indipendenti: imbracciando alcuni cartelli davanti alla sede del test hanno dato sfogo al proprio dissenso verso il limite dell’accesso a numero programmato. Grazie a Unione degli Studenti e Rete della Conoscenza, la protesta non si riduce a un evento di livello meramente locale, ma ha interessato tutte le università italiane.


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