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Testo sulla parità di genere alle europee passa alla Camera

Creato il 20 marzo 2014 da Libera E Forte @liberaeforte

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Dopo giorni di braccio di ferro e trattative, la parità di genere alle europee passa nell’aula di Palazzo Madama, ma lascia scontenti in parecchi. A partire da molte senatrici, che considerano una presa in giro la decisione, frutto dell’intesa tra Pd e Nuovo centrodestra, di introdurre la parità non dalle prossime elezioni di maggio, ma da quelle successive, nel 2019. E offensiva la norma che stabilisce che le tre preferenze espresse dovranno riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della sola terza preferenza.

Ma è il dato politico a irrompere nelle dichiarazioni di voto. Un dato “macroscopico”, dice Tito Di Maggio di Per l’Italia, che spiega l’astensione del suo gruppo e denuncia una nuova maggioranza, formata da Pd, Forza Italia e Nuovo centrodestra. Voterà invece sì, ma solo per disciplina di maggioranza, Forza Civica. No dal Movimento 5 stelle, con Elena Fattori che ritira la sua firma dal provvedimento, così come anche Loredana De Petris, che annuncia che Sinistra ecologia e libertà non parteciperà al voto. Dalla Lega arriva un sì alla rappresentanza di genere, anche se, dice Calderoli, questa proposta si è conclusa in una maniera indegna.

Avremmo voluto di più, ammette la democratica Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari costituzionali, ma consideriamo questa mediazione un trampolino in vista della modifica dell’Italicum sulla parità di genere. Il testo passa ora all’esame della Camera.

MC


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