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The Cure @ Heineken Jammin Festival 2012 | live report

Creato il 11 luglio 2012 da Figurehead @figureheadblog

I Cure in Concerto all’Heineken Jammin Festival. Sarà stata l’ultima occasione per vederli dal vivo?

cure concerto heineken jammin festival 2012 milano

Invece di queste ovvietà butto giù un paio di righe generiche e poi sotto la tracklist con tanto di video che se fate partire il primo parte tutta la playlist in automatico. Se vi mettete al sole con una birra sarà come essere al concerto.

Il concerto era inserito in quel festival all’amatricana che è l’Heineken Jammin Festival. Gran baraccone del finto rock, come concepito dal vulgo italiano. Tant’è che la prima persona che ho visto quando sono entrato è quel pagliaccio di Ringo.

Il primo gruppo che sentiamo sono i Crystal Castles. Tipo alle 5 del pomeriggio sotto il solleone, che non è l’ideale per quel tipo di musica. I bassi erano così tirati che non riuscivo nemmeno a sentire i miei pensieri. Tutto sommato noiosetti…specie se consideriamo che il loro pezzo più bello è una cover dei Platinum Blonde. Che funziona solo se cantata da Robert Smith.

 

Seguono poi i New Order su cui ammetto candidamente una grande ignoranza. Ho gioito con Crystal e Blue Monday (molto meglio la prima delle due) e mi sono gustato altri pezzi che non conoscevo. Niente grandi emozioni ma per fortuna non c’era quel pirla di Peter Hook. Con lui e Ringo insieme nello stesso posto probabilmente i Cure me li sarei visti dalla questura di Rho.

I Cure hanno fatto un concerto molto rock, senza fronzoli. Set di luci ridotto all’osso, la formazione stessa vedeva, oltre al duo Robert Smith – Simon Gallup e ai fedeli gregari Jason Cooper e Roger O’Donnel, un solo turnista alla chitarra (tra l’altro Reeves Gabrels che non è proprio l’ultimo dei pirla) che non si è beccato nemmeno mezza inquadratura e poteva pure suonare tranquillamente seduto in camerino.

Come dicevo un concerto molto rock, tant’è che uno dei pezzi più riusciti, a parte quelli di Disintegration, è Shake Dog Shake; e come si deduce dalla scaletta qui sotto anche molto pop, con i pezzi di Japanese Whispers (suonato praticamente per intero) a farla da padrone. Mi sono molto piaciute Push, Want e Friday I’m in Love.
Devo dire che sono rimasto un po’ deluso dalle atmosfere create, che non sono quelle che cercavo io. Non mi hanno fatto Figurehead, e l’unica di Pornography, 100 years, non è stata particolarmente incisiva. Anche A Forest non ha creato quelle suggestioni che mi aspettavo. Molto intensa è stata Trust, pur ignorata dal pubblico che ne ha approfittato per farsi grandi chiacchierate fastidiose.

Tutto suonava molto moderno, fresco, come se i pezzi fossero tutti stati scritti l’anno scorso: un’altra prova di forza di Robert Smith e soci che, nonostante i 53 anni di età e gli oltre 33 di attività, continuano ad avere molto da insegnare.

Beh è stato un piacere immenso essere lì, l’ennesimo ultimo concerto dei Cure. Sicuramente l’ultimo mio.

Plainsong (Disintegration 1989)
Pictures of You (Disintegration 1989)
Lullaby (Disintegration 1989)
High (Wish 1982)
The End of the World (The Cure 2004)
Lovesong (Disintegration 1989)
Sleep When I’m Dead (single 2008, originally written for The Head on Door)
Push (The Head on Door 1985)
In Between Days (The Head on Door 1985)
Just Like Heaven (Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me 1987)
From the Edge of a Deep Green Sea (Wish 1992)
The Hungry Ghost (4:13 Dream 2008)
Play for Today (Seventeen Seconds 1980)
A Forest (Seventeen Seconds 1980)
Primary (Faith 1981)
The Walk (Japanese Whispers 1983)
Friday I’m in Love (Wish 1992)
Doing the Unstuck (Wish 1992)
Trust (Wish 1992)
Want (Wild Mood Swings 1996)
Wrong Number (Single 1997)
A Hundred Years (Pornography 1982)
Disintegration (Disintegration 1989)

Encore1
Shake Dog Shake (The Top 1984)
Bananafishbones (The Top 1984)
The Top (The Top 1984)

Encore2
Dressing Up (The Top 1984)
Love Cats (Japanese Whispers 1983)
The Caterpillar (The Top 1984)
Close to Me (The Head on Door 1985)
Just One Kiss (Japanese Whispers 1983)
Let’s Go to Bed (Japanese Whispers 1983)
Why Can’t I Be You (Kiss Me, Kiss Me, Kiss Me 1987)
Boys Don’t Cry (Single, 1979)

I video non sono del concerto di Milano perché la qualità era pessima. Ho cercato di prendere il più possibile dalla Berlin Trilogy o dai video ufficiali.


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