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The Jiro Kuwata Batmanga: Lord Death Man

Creato il 14 ottobre 2014 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

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Il 27 ottobre del 2008 venne rilasciato il libro Bat-Manga!, una raccolta di episodi batmaniani realizzati dal fumettista giapponese Jiro Kuwata intorno al 1965 e curata e tradotta da Chip Kidd e Saul Ferris. L’edizione, come si può vedere da varie anteprime (vedi, per esempio, quella di Chris Bolton), è abbastanza amatoriale, sia nella qualità della carta, sia per il lettering.

lord_death_man_batmanga
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Quest’edizione, indubbiamente interessante, era ritornata all’attenzione di critici e lettori nel 2010 quando Grant Morrison, sulle pagine della serie Batman Inc., aveva reso omaggio esplicito al lavoro di Kuwata sul personaggio, riprendendo sia Lord Death Man, sia Professor Gorilla, due degli avversari del Crociato Incappucciato nel corso della serie nipponica.
Il libro di Kidd e Ferris ha quindi avuto l’indubbio merito di riproporre al pubblico statunitense, certamente con spirito filologico e passione per Batman, un manga che in patria riscosse un grande successo anche grazie alla popolarità del personaggio nel paese del Sol Levante: basti, infatti, pensare all’enorme merchandising batmaniano o alle interpretazioni non autorizzate come il Golden Bat.

8-man
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Ad ogni modo, quando prende in mano il personaggio, Jiro Kuwata (17 aprile 1935) sta disegnando da quasi vent’anni: il suo primo lavoro, la serie di sua creazione The Strange Star Cluster, risale al 1948. Il punto di svolta nella sua carriera avvenne nel 1957 grazie alla creazione di Maboroshi Tantei (Phantom Detective), che nel 1959 venne adattato come serie televisiva. Dopo questa serie, Kuwata si concentrò soprattutto su avventure di genere fantascientifico e supereroistico, come 8 Man, la sua creazione più famosa, realizzata insieme con lo scrittore Kazumasa Hirai.
La serie dedicata a Batman è, però, legata anche a un periodo particolarmente difficile della sua vita: nel 1965, infatti, viene arrestato per il possesso di una rivoltella, acquistata con intenti suicidi. Una volta uscito di prigione, provò a concentrarsi sul lavoro, ma ben presto alcolismo e depressione ebbero la meglio, fino a che, nel 1977, la conversione al buddismo non gli portò una certa tranquillità interiore. Inizia così una carriera da illustratore (soprattutto la vita di Buddha), con sporadiche puntate nel mondo del manga, come in occasione della conclusione di 8 Man, serie che, a causa della sua detenzione, era stata conclusa da altri disegnatori, con risultati che avevano lasciato Hirai insoddisfatto.

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L’altro grande successo di Kuwata, più o meno contemporaneo con 8 Man, fu, come detto, Batman, una serie di impianto sostanzialmente hard boiled, come ben rappresentato dal primo arco narrativo, Lord Death Man.
È con questa storia, proposta in tre capitoli a cadenza settimanale, che la DC Comics, nell’anno del 75.mo anniversario del Cavaliere Oscuro, inizia la pubblicazione digitale del manga di Kuwata.

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Durante una vendita di gioielli cui partecipano, tra gli altri, Bruce Wayne e Dick Grayson, le luci vengono spente e una terrificante figura con un teschio come maschera si presenta con il mitra in braccio per rubare i preziosi: è così che fa il suo esordio Lord Death Man, che, come sapranno i batmaniani di lunga data, è una versione riveduta e corretta del Death Man di Robert Kanigher e Sheldon Moldoff, apparso per la prima volta su Batman vol.01 #180.
La storia, poi, procede veloce, tra inseguimenti e sparatorie: spettacolare, ad esempio, quella conclusiva al cimitero, che occupa tutto il terzo capitolo. Qui Kuwata mostra un Batman particolarmente agile in una scena spettacolare che coinvolge anche Robin, la bat-corda e la bat-mobile. Il lato investigativo è, invece, lasciato al caso, rappresentato dalla fortuita esibizione di un inquietante fachiro indiano.
La caratterizzazione dei personaggi non è particolarmente approfondita e viene lasciata soprattutto alla recitazione espressiva e “fisica”: in particolare il Dinamico Duo è tanto letale e coordinato in maschera quanto brillante e rilassato in abiti civili, dimostrando di aver assimilato la lezione dei maestri statunitensi dell’epoca.
Graficamente, poi, Kuwata utilizza una griglia a quattro strisce, come quella introdotta da Osamu Tezuka, che però viene interpretata in maniera flessibile in base alle esigenze della storia, come con le vignette verticali che mostrano la discesa di Batman e Robin all’inseguimento di Lord Death Man lungo la facciata del palazzo dove si è svolta la vendita. Il tratto, infine, come quello del già citato Tezuka, mostra le influenze dei maestri statunitensi, ottenendo alla fine un risultato assolutamente gradevole, una sintesi, sia per stile sia per tematiche, tra Dick Sprang e Osamu Tezuka.

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Abbiamo parlato di:
Batman: The Jiro Kuwata Batmanga ## 1-3
di: Jiro Kuwata
Traduzione dal giapponese all’inglese di: Sheldon Drzka
DC Comics, luglio 2014
74 pagine, edizione digitale, $ 1.99 ($0.99 primo numero)


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