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The Last Tinker: City of Colors (Recensione Pc)

Creato il 18 maggio 2014 da Edoedo77

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Colorato, immediato, adatto ad ogni difficoltà, delizioso. Questi i primi aggettivi che ci vengono in mente per descrivere The Last Tinker: City of Colors, action-platform (con qualche inflessione puzzle) di Mimimi Productions ed Unity Games uscito pochi giorni fa su Steam per Pc Windows, Mac e Linux.

Un titolo indie dall’animo semplice che strizza l’occhio al passato offrendo un gameplay intuitivo e senza troppi fronzoli che lascia spazio all’azione più pura alternandola ad alcuni spunti di riflessione per spezzare il ritmo concedendo attimi ragionati per risolvere i puzzle che il gioco presenta.

Giocare a The Last Tinker: City of Colors ha suscitato tante sorprese ma la prima sensazione è quella di aver fatto un viaggio nel passato, all’epoca della prima PlayStation. E sicuramente gli autori hanno pensato più al divertimento che ad alchimie relative al gameplay.

UNA SCIMMIA PER SALVARE IL MONDO

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Diamo un piccolo accenno alla storia di questo interessante titolo. Koru, il nostro eroe è infatti una scimmia che abita a Colortown, una città nella quale si sta vivendo, all’improvviso, una lotta tra le tre razze esistenti che prima coabitavano serenamente e che da qualche tempo cominciano ad essere intolleranti tra di loro.

Solo la periferia sembra resistere a questo conflitto ma il centro della città deve essere salvato. Le tre razze (ognuna caratterizzata non solo da un colore ma anche dai sentimenti che rappresentano) adesso contrapposte tra loro sono i Rossi (rabbia e coraggio) i Verdi (paura e curiosità) i Blu (tristezza e saggezza).

Essendo un Tinker, il nostro eroe non fa parte di nessuna di queste categorie ma i problemi reali sorgono quando la monocromia comincia a dilagare per le strade della città paralizzandone gli abitanti e scatenando il panico.

Il nostro eroe, che come già saprete è una scimmia (ricorda un po’ The Monkey, il protagonista del famoso cartone animato di tantissimi anni fa basato sul fumetto di Osamu Tekuza), ed oltre a sfoggiare un look decisamente controtendenza, ad essere agile e spericolato per antonomasia, è anche un discreto pugile che ha come compito, man mano che l’avventura entra nel vivo, quello di riunire i quartieri andando a recuperare gli spiriti dei tre colori principali in modo da acquisirne le forze e combattere il nemico.

GAMEPLAY ALLA PORTATA DI TUTTI

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Ritorniamo a parlare del gameplay. The Last Tinker: City of Colors punta sull’immediatezza. Non ci sono cose difficili da fare o che impegnino troppo l’ingegno. Soprattutto se si sceglie di giocare con il controller piuttosto che con la tastiera.

La visuale in terza persona con telecamera mobile e libera controllabile tramite mouse aiuta molto anche se alcune volte, le inquadrature non sono precise e creano qualche problemino.

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Correre, saltellare, e combattere non richiederanno tutorial particolari. Anche un bimbo può fare da se senza avere difficoltà. Il tutto si svolge in una struttura lineare (anche se comunque l’esplorazione è presente, ndr) ed esploreremo le varie ambientazioni seguendo la storia. Laddove dovessimo perderci o confonderci basterà premere un tasto ed un nostro amichetto Tap ci mostrerà la strada da seguire.

Immediatezza, però, non è per forza un fatto positivo. Perché se è vero che è facile muoversi, è altrettanto vero che combattere diventa una faccenda piuttosto sterile e priva di soddisfazioni visto che basterà premere un pulsante per avere le stesse mosse. Il sistema di combattimento è piuttosto primitivo che accompagna un’azione che non fa dell’originalità il suo punto di forza.

Il gioco, però, sia chiaro, fa il suo dovere e riesce a divertire senza esasperare come diversi altri titoli (anche più blasonati) fanno mettendo a disposizione fasi di platform divertenti da espletare dove si dovranno raccogliere cristalli ed altri bonus, enigmi tutto sommato intuibili ma anche gratificanti e, appunto, sezioni di combattimento.

Il gameplay non è esasperato e concede sessioni rilassanti nei quali si procede senza troppi intoppi nell’arco narrativo della storia ed è divertente in altre.

I COLORI DIPINGONO UN MONDO FANTASTICO

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Le note tecniche sono senza dubbio il punto forte del gioco firmato Mimimi Productions. Il team, grazie ad un ottimo utilizzo di Unity, ha dato vita ad un mondo coloratissimo e pieno di tanti spunti degni di nota.

La visuale in terza persona permette di ammirare sia il personaggio principale che tutto il mondo che lo circonda. Troviamo forme rotonde, colori sgargianti ed un mondo di carta e colla che sembra uscito da un cartone animato o, ancor meglio, da un bellissimo libro per bambini.

Dal punto di vista tecnico, quindi, non possiamo non tessere le lodi per quello che sicuramente è un gioco sorprendente anche perché piuttosto vario e ben caratterizzato senza dimenticare le numerose finezze visive ed i tanti ghirigori che arricchiscono il comparto visivo senza appesantire il gioco.

Pure il sonoro fa la sua figura ed accompagna degnamente l’azione con motivetti simpatici.

CONCLUSIONI

The Last Tinker: City of Colors è un titolo consigliato. Se si ha voglia, infatti, di fare un bel tuffo nel passato con un gioco più votato al divertimento e non al gameplay esasperato, è quello che fa per voi.

Forte di un’ottima realizzazione tecnica e comunque di una longevità tutto sommato accettabile, attorno alle 10 ore (anche di più a seconda dal tipo di approccio e della bravura personale) ma comunque sufficiente per come è stato realizzato il gioco, il lavoro di Mimimi Productions è senza dubbio notevole. Sembra un titolo pensato per bambini dove alcuni temi vengono trattati con delicatezza. Apprezzabile il fatto che sia per Windows, Mac e Linux con gli utenti di quest’ultimo sistema operativo che potranno senza dubbio cimentarsi in un titolo “fresco” benché sia un’operazione nostalgia riuscita piuttosto bene. Altra nota positiva: c’è anche l’italiano tra le lingue del gioco.

PREGI: Bello da vedere. Operazione nostalgia riuscita bene. Immediato. Allegro. Semplice.

DIFETTI: … combattimenti scarni. Forse un po’ più di varietà nelle cose da fare sarebbe giovata. Alcune inquadrature potevano essere più precise.

VOTO: 7,5/10.


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