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The Leadcrow - Finire a terra (II parte)

Da Lerigo Onofrio Ligure @LerigoOLigure
L’intero tavolo si zittì e persino Waters si rese conto che le parole di CJ avevano fatto breccia su Starling, toccando un punto scoperto dell’intera politica attuata dalla LoneStar: l’incapacità di abbandonare un mercato antico e morente come gli armamenti minava la base del potere dell’uomo, come minava la sua capacità di fare affari sul lungo periodo.
– Fuori! Tutti fuori! – gridò Starling, alzandosi in piedi.
– Signore? – chiese Delacroix incerta.
– Tranne tu, Rafy e Jennings! Gli altri possono andare. –
Il tono di voce si era addolcito, ma CJ sapeva che non voleva dire nulla e l’assenza degli altri consulenti poteva significare solo guai per la Atlantis. Rory lo guardò con rabbia e scosse la testa, avviandosi all’uscita, seguito dagli avvocati di Starling.
Solo Waters non sembrò voler andar via – Signor Starling io credo sia… –
– Non ora Ian, puoi andare. –
Lo sguardo dello scienziato si posò su Delacroix con stizza, ma preferì ubbidire e uscire insieme agli altri, nella speranza che Starling licenziasse sia i consulenti che Delacroix.
Quando furono rimasti soli, Starling si rimise seduto e incrociando le braccia al petto, ammise – Non si è risparmiato, Jennings. Se avesse detto una cosa simile a Ralf Mynoff l’avremmo ritrovata a fluttuare nello spazio, come minimo. –
– Mynoff sapeva quale rivoluzione stava portando avanti. –
– Mentre io sembro solo un venditore di armi, non è così? Lo dica, Jennings. Non posso negarlo. –
Delacroix sembrava visibilmente preoccupata, ma si limitò a un lungo sospiro per scacciare la tensione che continuava ad accumularsi nella stanza. La donna era ancora il responsabile dell’intero progetto e si rendeva conto che senza CJ e la Atlantis le cose sarebbero andate molto male, ma non poteva dire cosa avesse in mente di fare Starling con i consulenti o con il suo stesso incarico.
– La sua azienda deve cambiare, rimanere fermo sulle sue posizioni le farà perdere prima dei clienti e in seguito potere contrattuale. – incalzò CJ, preso da un’euforia che non sentiva sua – La Kestrel è solo il primo passo verso un cambiamento che potrebbe vedere la LoneStar come il leader in un mercato che diventerà il più ricco che l’umanità abbia mai visto. –
Starling ascoltò con attenzione le parole di CJ – Rafy non sbagliava dicendo che lei ha la stoffa di un vero leader! –
CJ si voltò alla donna, la quale fece un sorriso imbarazzato e confessò – Ammetto di aver valutato ogni tua mossa fin dal primo giorno. –
– Quindi lei sap… –
– La riunione di oggi serve per fare il punto della situazione, non creda che io non sia infuriato per ciò che manca alla mia nave! La LoneStar deve mantenere il proprio nome. Se non possiamo armare una nave spaziale, qualcuno comincerà a dire che non siamo in grado di armare nulla. –
– Per adesso non potremmo armarla in ogni caso. –
– La divisione armi si sta occupando del problema da mesi, ma ci serve gente più esperta. –
– Signor Starling non mi occupo della parte contrattuale, se lei vol… –
L’uomo interruppe CJ, posandogli una mano sul braccio – Non voglio altri consulenti, voglio poter dire di avere l’esclusiva! Faccia il suo prezzo. –
Dopo la conclusione della commessa per Olympus, la Atlantis gli aveva offerto un aumento di stipendio da capogiro e la possibilità di scegliere il progetto seguente, ma CJ aveva rinunciato a tutto per avere la possibilità di frequentare Ariane senza problemi e senza essere costretto a cambiare reparto. Nella sua ingenuità non aveva messo in conto che Ariane sarebbe potuta finire a fare un lavoro che poco sopportava.
Aveva trascurato tutti gli avvertimenti che gli erano arrivati dalla donna del sogno e si era fidato della buona fede delle persone che l’avevano poi spedito su Comet Station, lontano da Ariane e dalla possibilità di consolarla. Potrebbe essere l’occasione per pareggiare i conti!
– Se vuole pensarci sarò ben lieto di aspettare. – fece Starling, osservandolo.
– Non può darmi ciò che voglio. –
Starling si sorprese di quelle parole, ma rimase calmo e si lasciò un attimo di tempo.
– Cameron sei necessario per la buona riuscita della nostra impresa. – intervenne Delacorix, alzandosi e prendendo a camminare per la stanza.
CJ la fissò e per un attimo seppe di potersi fidare del suo giudizio, di poter fare delle richieste a Raphaelle Delacroix senza paura che potessero ritorcersi contro di lui. Avrebbe potuto chiedere e l’avrebbero ascoltato, almeno finché CJ poteva dar loro le risposte che stavano cercando. Ma lo sguardo della donna gli fece tornare in mente la spia che si faceva passare per uno degli uomini della Magpie, Marc Delacroix. Troppi Delacroix in questa storia, basta accordi!
– Cosa vuole allora, Jennings? –
– Signor Starling lei mi sta chiedendo di continuare il mio lavoro sulla Kestrel, ma l’unica cosa che voglio è poter tornare a casa e vivere la mia vita in pace. Non importa cosa possiate offrirmi, finirò di lavorare sulla nave e andrò a casa come da contratto. –
Starling si passò le mani sul volto, forse non riusciva a comprendere il desiderio di CJ, ma capiva benissimo di non poter offrire nulla di simile. I loro sguardi s’incontrarono – Se potessi darle ciò che vuole? –
– Anche la Atlantis mi darà la possibilità di tornare alla mia vita, quando tutto questo sarà finito. –
– La rimanderò sulla Terra con il primo trasporto, deve solamente firmare un contratto. Penseranno a tutti i miei legali, comprese le clausole per l’accordo di non concorrenza. – incalzò l’altro.
– Cameron potresti comunque portare a termine il lavoro dalla Terra, coordinare la squadra qui su Comet Station. Saresti l’unico a dirigere il progetto! – aggiunse Delacroix.
CJ fissò gli occhi della donna, avrebbe voluto crederle e per un istante fu sul punto di annuire, ma il ricordo del Vecchio che gli spiegava quanto fossero tesi i rapporti tra le varie sedi della Atlantis lo fece tentennare. Poteva abbandonare tutti i suoi amici e colleghi? Sarebbe stata la fine per il Vecchio e per l’intera sede di Vancouver.
– Non deve darmi una risposta immediata, Jennings. – lo richiamò Starling, alzandosi per porre fine alla questione – Rimarrò qui per un paio di giorni. Si prenda pure il tempo che vuole! –
Con quelle parole si congedò, lasciando CJ a confrontarsi con una Delacorix sempre più nervosa.
Nel silenzio che era sceso sulla sala riunioni si sentivano solamente i tacchi della donna che martellavano la moquette con ritmo incessante – Dovrei dare le dimissioni per quello che hai detto! –
– Non è colpa tua, Rafy. –
– Credi? – il tono di voce era stridulo e troppo acuto.
– Non ho accettato la proposta della Astral, non accetterò la vostra. Cosa ti ha fatto credere il contrario? –
Delacroix si fermò passandosi una mano sulla fronte – Scusami. La maggior parte delle persone accettano sempre quando si parla di denaro e potere, ma avrei dovuto aspettarmelo da uno come te. –
– Cosa intendi? –
La donna strabuzzò gli occhi, dandogli le spalle – Nulla, Cameron. –

The Leadcrow - Finire a terra (II parte)

Ogni sogno ha il suo incubo peggiore!


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