Pubblicato domenica, 11 gennaio 2015 da Mattia Cirasa.
Era l '11 Gennaio 1693 quando il terremoto più potente mai registrato in Italia devastò la Sicilia orientale.
Una scossa di magnitudo 7.4 della scala Richter interessò le zone di Noto, Catania e Siracusa, distruggendo ben 45 centri abitati e causando un numero incredibile di vittime: 60.000. Basti pensare che solo nel catanese morirono 16.000 persone, su una popolazione di circa 20.000: a Ragusa persero la vita più della metà degli abitanti, mentre a Siracusa ne morirono circa 4.000. Il terremoto scatenò anche un potentissimo maremoto, le cui onde raggiunsero perfino le coste della Grecia.
I danni calcolati furono enormi, tutte le città si videro cambiare il proprio assetto urbanistico: la maggior parte dei palazzi storici non ressero alla formidabile scossa.
La successiva ricostruzione di questi avvenne secondo lo stile dell'epoca, il barocco. Catania, Noto e Siracusa, infatti sono rinate secondo questa corrente artistica, che contribuì a renderle famose in tutto il mondo e un unicum architettonico. Si pensi solo che la facciata del nostro Duomo venne ricostruita in stile barocco, sopra il precedente normanno.
La Sicilia non è nuova a questo genere di disastri: un sisma simile si scatenò nel lontano 1169 e un altro più recente nel 1908, che
coinvolse la città di Messina e Reggio Calabria, provocando 120,000 morti.La capacità di reagire e rimboccarsi le maniche da parte del popolo siciliano è stata sempre ammirevole, così come la solidarietà tra le città colpite. Come si dice, " Melior de cenere surgo."
(Foto 1 dentro l'articolo i resti del Castello Santapau, a Licodia Eubea, in provincia di Catania, distrutto dal sisma del 1693. Qui a fianco una stampa tedesca dell'epoca, raffigurante i danni causati dalla scossa.)