Magazine Cultura

Tre cose che spingerebbero Dead a suicidarsi una seconda volta

Creato il 02 dicembre 2013 da Cicciorusso

bunnysuicide

Quando ho iniziato ad ascoltare black metal e ad appassionarmi a tutto quel mondo fatto di gente che brucia le chiese e si accoltella sui pianerottoli dei palazzi, ho sempre immaginato che per suonare quel genere occorresse essere mentalmente predisposti a NON fare determinate cose e NON assumere specifici atteggiamenti. Le ormai celebri 101 regole del black metal non rappresentavano solo un decalogo ironico, bensì un vero e proprio manifesto implicito che chiunque avrebbe dovuto seguire prima di decidere di avventurarsi dentro certi territori. Ma quella meravigliosa utopia non esiste più, sommersa dal post-modernismo, dalle società liquide e dalle foto dei gatti su Facebook. Adesso vale tutto.

Va bene, il “fenomeno” Vegan Black Metal Chef è ormai datato ma da ascoltatore del black metal ed amante della buona cucina non possono non girarmi perennemente le scatole di fronte ad uno che cucina piatti di merda e lo fa ridicolizzando tutto un genere. Perché se proprio senti l’urgenza di accodarti al fastidiosissimo trend dei food blog – una delle peggiori piaghe che si siano mai abbattute sulla Terra negli ultimi 5000 anni – allora abbi il buon senso di andare a caccia di cinghiali, sacrificarli ad una qualche divinità pagana e divorarne le viscere ancora calde. Oppure scarica una pecora e poi arrostiscila come fecero, non troppo tempo fa gli Enslaved.

La cosa più preoccupante della degenerazione del black metal contemporaneo sta nel fatto che la vecchia guardia si sia ormai completamente rincoglionita. Su queste pagine abbiamo già parlato (male) degli ultimi Satyricon e della loro passione radical chic per i vigneti, così come abbiamo già avuto modo di deridere la recente carriera da stilista del prode Gaahl. Ma a dare un’ulteriore picconata ad un genere stravolto, ci hanno pensato proprio coloro che ne minarono la credibilità fin dagli albori: i Dimmu Borgir. Tutto si può dire di Shagrath e soci tranne che abbiano mai fatto incetta di consensi tra gli adepti più duri e puri della nera fiamma. Adepti che troveranno un motivo in più per deriderli ora che il rapper crucco-tunisino filopalestinese e nazista (tutti epiteti che la sua pagina Wikipedia certifica, accompagnandoli da una notevole quantità di fonti) Bushido li ha nuovamente plagiati. Sì, nuovamente, perché il soggetto in questione già aveva preso in prestito l’intro epico di Mourning Palace come base per la sua celebre (?) hit Mittelfingah, oltre ad aver utilizzato sample di canzoni di Dark Sanctuary, Antimatter, Nox Arcana ed altri 50 musicisti come si evince dalla sua scheda sul sito Whosampled.com.Ma quale fu, allora, la reazione della band norvegese? Questa:

“If the German rapper in question does not agree to compensate us adequately, we will sue him! Whoever crosses us will face serious consequences”

Quasi sette anni dopo, Bushido, sprezzante del pericolo di dover ancora una volta affrontare le “serie conseguenze” dei suoi atti, compie un gesto insano e si appropria indebitamente del tema di Dimmu Borgir, la quinta traccia di quell’indigeribile polpettone che era Abrahadabra. Ed ora quali terribili contromisure minaccerà la band norvegese? Farà ricorso al tribunale internazione per i diritti dell’uomo? Assumerà Ally McBeal per difendersi nelle sedi competenti? Darà fuoco al motorino del rapper, col forte rischio di innescare una faida dagli esiti imprevedibili?
Noi, nel nostro piccolo, suggeriamo di chiudere tutta la vicenda così, con amore, affetto e quel tocco di gaiezza che ormai contraddistingue il nuovo corso black metal del nuovo millennio e che, come da titolo, spingerebbe Dead a spararsi nuovamente in testa se solo non l’avesse già fatto.



Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog