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Trenitalia, il Tar respinge class action

Creato il 01 marzo 2014 da Makinsud

Durante gli ultimi anni, Trenitalia ha adottato una politica sostanzialmente orientata all’isolamento del Sud Italia, riducendo gradualmente le corse nell’ambito di diverse tratte nel Mezzogiorno fino ad arrivare, nell’ultimo anno, al completo taglio di diversi collegamenti regionali e, soprattutto, di collegamenti diretti dal Sud al Nord, spaccando – di fatto – l’Italia in due parti e confermando quell’amara intuizione di Carlo Levi “Cristo si è fermato a Eboli”. In questa situazione, molti cittadini calabresi ed alcune istituzioni locali, stanchi dei disservizi e dei mancati collegamenti con le principali città italiane, hanno deciso di presentare al Tar del Lazio una class action contro Trenitalia chiedendo, inoltre, il ripristino di alcuni treni notturni che collegano il Sud al Nord.

trenitalia

In questi giorni il Tar del Lazio si è espresso in merito, sostenendo che non esiste alcuna irregolarità compiuta da parte di Trenitalia sulla politica adottata negli ultimi anni e respingendo, così, l’azione collettiva promossa da diversi pendolari calabresi e sostenuta dai Comuni di Roccella Jonica, Bianco, Brancaleone, Stignano e Gerace. Secondo quanto riportato dalla sentenza del Tar del Lazio, depositata lo scorso 17 Febbraio, “non si riscontrano nell’operato di Trenitalia violazioni degli obblighi contenuti nelle carte di servizi e degli standard qualitativi ed economici stabiliti per i concessionari di servizi pubblici”, definendo le scelte di Trenitalia coerenti sia con la normativa generale che con le disposizioni del contratto di servizio”.

Inoltre, il Tar del Lazio ha specificato che i tagli dei servizi ferroviari, cui faceva riferimento il ricorso dei pendolari calabresi, rientrano “nel perimetro di quei servizi universali che Trenitalia effettua su richiesta dello Stato, al quale compete, definendolo in uno specifico contratto di servizio, programmarne quantità e caratteristiche, assicurandone la copertura dei relativi costi”. A tal proposito, la sentenza del Tar del Lazio, respingendo il ricorso presentato nell’ottobre del 2012, approva o, meglio, non contrasta le politiche di tagli adottate negli ultimi anni da Trenitalia.

Tale decisione da parte del Tribunale Amministrativo rappresenta, inevitabilmente, una cocente sconfitta per i cittadini del Mezzogiorno e per la loro richiesta di servizi adeguati, poiché i pendolari, oltre ad aver visto respinto il proprio ricorso, devono fare i conti con la politica dell’A.d. di Trenitalia Moretti che, con le sue decisioni, ha contribuito ad un isolamento del Sud e, in particolar modo, delle tratte Calabresi, della Basilicata e della Sicilia, considerando che la linea ad alta velocità inizia soltanto a Salerno. Inoltre, ad essere penalizzata – oltre alla lunga percorrenza – è anche il trasporto regionale creando disagi alla vita quotidiana dei cittadini. Nessuno, però, sembra essere intenzionato ad accogliere la loro protesta.

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