Dopo 234 anni rischia di chiudere i battenti la storica pizzeria Brandi, a Napoli, lì dove nel 1889 il cuoco Raffaele Esposito ideò la pizza Margherita.
Ancora una volta è la crisi la responsabile del tracollo di una tra le più emblematiche attività di
Napoli e d’Italia. Al momento,
uno dei due titolari della pizzeria nata nel 1780, Paolo Pagnani, ha riferito che 11 dei 24 lavoratori sono da oggi in cassa integrazione e che nei giorni infrasettimanali il locale rimarrà chiuso a pranzo, aprendo solo dalle 18,30 in poi. Non subirà variazioni l’orario di apertura del sabato (dalle 12.30 alle 15.30 e dalle 19.30 fino alla mezzanotte), mentre la domenica la pizzeria chiuderà per cena. “
Siamo costretti a tagliare gli alti costi del personale – ha spiegato l’imprenditore ad una radio locale –
Non è stato facile comunicare la Cig ai dipendenti, alcuni sono con noi da anni, ma non abbiamo scelta. I costi sono diventati insostenibili, le tasse sono triplicate e spesso in settimana ci siamo ritrovati senza clienti a pranzo“.
Una decisione drastica ma necessaria per evitare che la chiusura diventi totale anche se il pericolo non è ancora del tutto sventato “
Siamo in un momento molto difficile, non so – ha continuato Paolo Pagnani –
quanto potremo ancora resistere. Siamo oramai sull’orlo del baratro, già nel 2010 siamo stati costretti a chiudere il ristorante“. Eppure, un barlume di speranza rimane ancora e la ricetta è sempre la stessa: lavoro (tanto) ed ingegno, creatività. “
La squadra si sta rimboccando le maniche, lanceremo iniziative per l’asporto- ha concluso Pagnani –
Sono fiducioso e spero di poter presto reintegrare qualche lavoratore in servizio“.
Così, la crisi economica piomba anche sulla storia, su quel che rimane di un passato glorioso e parte integrante di un’identità locale e nazionale che vide nascere la Margherita dalle mani del cuoco Raffaele Esposito, in onore della regina d’Italia Margherita di Savoia. Una crisi che non ha pietà per niente e per nessuno, né tanto meno dimostra di avere delle discriminanti. Non vi è più spazio per le radici, né tempo per la nostalgia, ma solo spazio e tempo per il “nuovo” che avanza e che risponde alla sola logica del XXI secolo, quella del guadagno perpetuo e forsennato, come raccontano i leader degli ecorottamatori Verdi, Emilio Borrelli e Gianni Simioli:“Anche la pizzeria Brandi a Salita Sant’Anna di Palazzo rischia di chiudere. La sua prossima chiusura deve essere evitata in ogni modo. Ci stiamo già mobilitando per evitare che un altro pezzo di storia della nostra città scompaia per sempre per fare posto all’ennesima sala bingo“.
Si attende ora anche la risposta dei clienti e dei turisti che dovranno contribuire a mantenere un pezzo della storia e della tradizione napoletana: “Le aziende storiche - ha commentato Massimo Di Porzio, presidente Assoristoratori Confcommerico e titolare del ristorante Umberto - pagano il prezzo più alto della crisi. Numerosi ristoratori vivono problemi del genere e fa male sentire il nome di Brandi. Esprimiamo massima solidarietà“.