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Troverò una storia da raccontarti all'alba.

Creato il 23 settembre 2013 da Agipsyinthekitchen
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Io che ho 34 anni, cammino 8 kilometri al giorno circumnavigando la mia Milano con la musica nelle orecchie e i pensieri che non si fermano mai.
Che bevo il cappuccio solo se è chiaro e con un cucchiaio di nutella affondato dentro.
Che scrivo scrivo e scrivo, e che già da tempi immemori sapevo che la mia vita sarebbe stata legata alle parole.
Che amo l'arancione solo quando viene mischiato con il viola e mi vestirei solo di bianco.
Che ho il viso troppo tondo, come una bambina, e la carnagione bianca che basta un raggio di sole senza protezione e divento la sorella di Mister Tomato.
Che guardo l'ora sul cellulare e trovo sempre il numero doppio: 13.13. 09.09. 10.10.21.21.
Che placo le ansie con fiori di Bach, tè verdi e letture di tarocchi.
Che sono ipocondriaca e mi curo solo con tachipirina, viks e massaggi olistici: dal mal di denti alla febbre, passando per le coliche.
Che penso che l'acqua frizzante faccia da idromassaggio allo stomaco.
Che credo nella limpidezza degli intenti e nella sincerità delle intenzioni.
Che ho sempre freddo.
Che cucino, sempre di più.
Che vorrei una casa tutta bianca con al posto delle porte delle tende di lino.
Che prendo aerei come fossero taxi.
Che ho 8 tatuaggi e non ho intenzione di fermarmi.
Che non esco di casa senza rossetto rosso.
Che le unghie pure sono sempre rosse.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Che mi vestirei solo di macramè di Valentino ma che adoro ciondolare con cenci un po' hippie lanciati a caso addosso al mattino appena sveglia.
Che cambio sempre idea.
Che odio pettinarmi.
Che perdono sempre tutti.
Che non so guidare il motorino.
Che amo la pioggia.
Che i miei risotti sono tanta roba.
Che nonostante tutto riesco ancora a guardare la prima neve con sorpresa.
Che nonostante tutti, mi fido sempre.
Che sono una fucking naive.
Che amo Parigi.
Che zampetto in tacco 15, possibilmente con plateau e le gonne le preferisco corte.
Che ho imparato a bere la birra e non rinuncio al primo camembert di stagione.
Che passo dai Club Dogo a Jay Z senza fermarmi fino a Baglioni. Con la stessa disinvoltura con cui colleziono cappelli.
Che fotografo tutto.
Che il sale sulla pelle mi piace.
Che quando ho sonno gli occhi diventano come quelli di un ranocchio.
Che al mattino per carità non mi parlate fino al secondo caffè.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Troverò una storia da raccontarti all'alba.
Che quando amo, amo forte.
Che disegnerei solo stelle.
Che amo gli uomini con la barba.
Che non ci vedo una cippa lippa e dovrei sempre usare gli occhiali ma mi stanno male.
Che la nostalgia mi fa sentire viva.
Che spendo il mio guadagno in creme Aesop perchè sono tutte fatte di natura e sanno di buono.
Che altro che Principe Azzurro: io sono sempre stata innamorata di Babbo Natale.
Che metterei zenzero e cannella ovunque.
Che sono una buona amica.
Che faccio yoga e bevo mojito.
Che ho tantissimi asterischi.
Che sono anche abbastanza lunatica e permalosa.
Che amo i baci che ti tirano fuori lo stomaco e ti mordicchiano le labbra.
Che amo l'oro rosa.
Che seppure il mio bisogno d'amore è tanto, è anche vero che basta pochissimo per farmi felice.
Che soffro di vertigini.
Che ha fatto una follia.
Per mangiare di nuovo la pasta con i gambas spadellati al brandy.
Per distrarre il pensiero da qualche nostalgia che brucia ancora un po', e si sa che tra la scottatura e il bruciore passa sempre un po' di tempo.
Perché bisognava che mi incantassi a vedere il mare, con lo sguardo fisso e un po' perso, ché non è detto che tutti coloro che vagano sono persi. Perché sapevo con assoluta certezza che il sole settembrino e le acque blu  mi avrebbero resa di nuovo me stessa.
Due aerei, 48 ore nella mia Formentera.
Con i miei migliori amici: ho giocato a fare la principessa per 2880 minuti circa.
I miei migliori amici: che sono i fratelli maggiori che desideravo da sempre.
Che mi proteggono, che mi fanno ridere, che sanno darmi la dose giusta di coccole.
Che grazie a loro, torno a respirare, senza affanno.
E allora si, che il bene non ha più confini.

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