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Turismo in recessione, la notte si fa fonda

Creato il 13 giugno 2012 da Nicola Spinella @ioparloquantomi

Le previsioni per la stagione turistica non lasciano spazio all’ottimismo: prezzi dei carburanti alle stelle ed incertezza sul futuro rischiano di distruggere il settore turistico

Le campane di Federalberghi suonano a morto, per una stagione turistica che si preannuncia disastrosa, complice una crisi globale che non conosce precedenti nel nostro paese.

Il presidente Bernabò Bocca non fa mistero della profonda crisi che affligge un settore, quello turistico, che se valorizzato a dovere potrebbe diventare un importante volano di sviluppo per diverse zone del nostro territorio, che  tradizionalmente rimangono al di fuori dei grandi corridoi turistici.

La tendenza non si inverte rispetto alle ultime rilevazioni Codacons che, per il ponte di Pasqua, avevano già previsto tempi bui per il turismo di casa nostra. Adesso la preoccupazione è per la stagione estiva alle porte che, tra cali fisiologici di prenotazioni sulla costiera romagnola, e ribassi sulle tariffe alberghiere del 6%, non promette nulla di buono. Ci vorremo meravigliare quando il settore dovrà fare i conti con i tagli che si renderanno necessari? Dubitiamo, e a farne le spese saranno sempre i soliti noti, lavoratori o comunque fasce deboli della popolazione.

Il  premier Mario Monti (ovviamente, c’era da giurarci!) sta analizzando il problema, promettendo un puntuale “Piano strategico per il turismo in Italia“: se la strategia è la stessa adottata per salvare l’Italia dai falchi della finanza e dagli speculatori internazionali, il turismo è praticamente fottuto.

Ironie a parte, verrà convocato il solito team di esperti (a costo zero? improbabile…) che dovrà creare una sinergia tra varie componenti del settore ed istituzioni regionali, al fine di pervenire ad un piano turistico nazionale unitario. Quasi a dire che le peculiarità della Sardegna sono le stesse della Valle d’Aosta.

Il solito pastrocchio all’italiana, improduttivo di qualsivoglia effetto concretamente apprezzabile. Non basta riunire attorno ad un tavolo esperti e rappresentanti del governo per ripetere ovvietà che una nazione che vanta nel suo patrimonio Venezia, Pompei, Agrigento dovrebbe avere sviluppato da decenni, traducendo proposte e possibilità in realizzazioni concrete di servizi ed infrastrutture per potenziare al massimo il turismo in Italia.

E invece no, servono tecnici (e ti pareva…) e inutili riunioni, perché quando il saggio indica la luna, lo stolto possa ancora  guardare la punta del dito.

Si è optato per una scelta discutibile: quella di spremere i contribuenti con iva e accise sulla benzina.

Con l’effetto che il signor Rossi non farà la settimana al mare perché preferirà fare la spesa, il signor Verdi dovrà licenziare un paio di dipendenti perché ha l’hotel vuoto anche a ferragosto e gli unici che potevano darci una mano, quegli austriaci, francesi e tedeschi che erano lo zoccolo duro del turismo di frontiera “su gomma”, saranno attratti da altre località come la Croazia o la Francia, dove non ci sono

Ma che cosa volete che gliene importi a Monti &co.? Alla loro auto blu, il pieno, lo paghiamo noi.

Povero Stivale: con la dieta a base di tasse e salassi che ti hanno imposto, più che un nobile calzare ricordi uno sneaker…

Turismo in recessione, la notte si fa fonda


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