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Twitter & la Rivoluzione

Creato il 23 maggio 2013 da Larivistaculturale @MePignatelli
Posted on mag 23, 2013 in Comunicazione, Cultura, Giornalismo

Twitter, news, rivoluzione social media, fonte GiovaniSì.

Twitter. Parliamone.

Telegrafica e a volte sconnessa come un telegramma, ma rapida e immediata come il click di una fotografia, la comunicazione via Twitter ha scombussolato il panorama dell’informazione. Dalle foto di chi ha vissuto l’uragano Sandy in prima linea, alle dichiarazioni di “salita in politica” del Senatore Monti, fatta il 26 dicembre 2012 a mezzanotte e mezzo, informazioni di prima mano sono oggi direttamente reperibili, commentabili e condivisibili dal pubblico, specializzato  e non.

Attori importanti del dibattito pubblico “parlando” direttamente, agiscono in maniera significativa sulla costruzione dell’opinione pubblica e ristrutturano completamente l’esistente sfera pubblica, creando un nuovo ecosistema che Luciano Floridi ha chiamato “infosfera”.

L’infosfera è “quello spazio semantico costituito dalla totalità dei documenti, degli agenti e delle loro operazioni”. Per “documenti” si intende qualsiasi tipo di dato, informazione e conoscenza, codificata e attuata in qualsiasi formato semiotico, gli “agenti” sono qualsiasi sistema in grado di interagire con un documento indipendente (ad esempio una persona, un’organizzazione o un robot software sul web) e il termine “operazioni” include qualsiasi tipo di azione, interazione e trasformazione che può essere eseguita da un agente e che può essere presentata in un documento.

Twitter dunque è un luogo dove agenti differenti si scambiano documenti che aprono nuove forme di conoscenza e di dibattito.

Credo dunque che questo rappresenti un nuovo episodio della trasformazione della costituzione dell’opinione pubblica di cui parla Jurgen Habermas come momento nel quale gli autori e gli agenti coinvolti nel discorso si riappropriano di una voce diretta per partecipare al dialogo.

Questa trasformazione ha una straordinaria importanza perché significa una rivoluzione del mondo dell’informazione in quanto i sistemi di produzione di “notizie” non sono più solo in mano a determinati specialisti come giornalisti e imprenditori della comunicazione, ma sono in mano a chiunque riesca ad aprire un account Twitter e a far sentire la sua voce nella, pur complessa, infosfera.

Adam Lent, direttore di programma alla prestigiosissima RSA (Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce), sostiene in un articolo pubblicato dai blog accademici dell’RSA e della LSE (London School of Economics) che “la tecnologia stia producendo qualcosa di analogo ad una rivoluzione marxista, di cui pochi si sono accorti, in quanto certe forme di produzione legate alla manifattura, al design e alla distribuzione sono passate dalle mani dei produttori a quelle dei lavoratori”.

Cita il marketing ad esempio del fatto che non sono più necessari grandi fondi per la pubblicità e costosi dipartimenti interni: oggi è sufficiente un comunicatore esperto ed un’azione ben condotta sui social networks per far passare un messaggio promozionale. La distribuzione di un prodotto intellettuale può avvenire senza il bisogno di un intermediario, cosi come la produzione di un oggetto innovativo che può essere venduto attraverso le infrastrutture dei canali EBay e Amazon. E prosegue: “Anche le menti acute dei dipartimenti di Ricerca e Sviluppo possono essere sostituite da una persona capace di trovare le informazioni nel mare di internet. E questo si spinge fino ai misteriosi mondi della finanza che sono aperti dai sistemi di crowdfunding e investimenti online”.

Per ritornare a Twitter, occorre dunque mettere in risalto come sia da considerare un’ infrastruttura dell’informazione sulla quale circolano comunicati sintetici come telegrammi, aggregabili in temi d’interesse selezionabili grazie al contrassegno #hashtag.

Questo rende Twitter un “luogo” ineludibile dal quale passa oggi la formazione dell’opinione pubblica.

© Melissa Pignatelli

© Foto GiovaniSì, Regione Toscana.

Ho presentato parte degli argomenti qui sopra il 21 febbraio 2013 al convegno “Social Media per la Cultura” organizzato  dall’Istituto Italiano di Scienze Umane in collaborazione CAM Consulting e la Fondazione Florens.

 Il pubblico ha spontaneamente coperto l’evento con un live-tweeting e prodotto le relazioni nei link qui sotto:


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