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Ultraviolet – Kurt Wimmer

Creato il 21 febbraio 2012 da Maxscorda @MaxScorda

21 febbraio 2012 Lascia un commento

Ultraviolet
Incipit da paranoide universitario con poster "I want to believe" sulla porta del bagno, la Milla Jovovich che non sta vestita nemmeno a farle un rogito ed ecco che l’esercito di testosterone sprecato e’ gia’ sull’attenti.
Del resto e’ difficile pensare ad un target differente, qualcuno che passi sopra ad un prodotto che pare sceneggiato da adolescenti in gita scolastica seduti sui sedili in fondo, durante la trasferta in autobus.
Si parla di un virus sfuggito al controllo di scienziati pasticcioni, sempre loro i colpevoli acciderbolina, una mutazione che invece di generare dei super-soldati, crea vampiri detti emofagi e col tempo la categoria dei medici diviene classe politica e s’apre lo scontro tra umani e infettati, per la salvezza e il predominio.
Accade quindi che lei, Violet una emofaga dotata di superpoteri, entri in possesso di qualcosa che potrebbe rovesciare le sorti della guerra a favore degli umani ma la sorpresa sara’ grande scoprendo la vera natura dell’arma.
C’e’ un po’ d’imbarazzo gia’ nel riassunto ma d’altro canto non siamo qui a romperci la schiena su una scomoda poltrona da cinema d’essai seppur non del tutto preparati a uno sfoggio unico e neppure cosi’ clamoroso di effetti speciali che a dirla tutta sanno piu’ da videoclip che da film per le sale cinematografiche, una specie di cel-shading plasticoso applicato a cose e persone realizzato in Cina, certamente a basso costo e di qualita’ altalenante.
Il film fece un bel tonfo di critica e non solo, pare per i tagli voluti dalla produzione e non dal regista che decapitarono un terzo della pellicola martellando sul tasto dell’azione a scapito del soggetto, in origine troppo morbido.
C’e’ da dire che laddove manca l’azione il patetico mostra il suo volto e neppure il finale si salva nella sua totale insensatezza con uno degli scontri conclusivi piu’ banali che si ricordi.
Anche le coreografie non reggono e per quanto impegnative mancano di mordente e mille saltini della Milla non valgono uno zompo di Trinity.
Non funziona praticamente nulla, nemmeno l’"ignoranza" ma il film dura poco e in una serata da pizza con mozzarella rovente e birra ghiacciata, in fondo si fa guardare, magari ripensando a quanto ci si divertiva sui sedili nel fondo dei pullman.

Scheda IMDB


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