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Umberto Saba

Creato il 03 agosto 2013 da Italiabenetti @italiabenetti
Umberto Saba Umberto Saba Trieste 1883 - Gorizia 1957  Poeta e scrittore italiano
La Capra da Casa e campagna, 1909/10


Ho parlato a una capra. Era sola sul prato, era legata. Sazia d'erba, bagnata dalla pioggia, belava. Quell'uguale belato era fraterno al mio dolore. Ed io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Questa voce sentiva gemere in una capra solitaria. In una capra dal viso semita sentiva querelarsi ogni altro male, ogni altra vita. Dopo la tristezza (da Trieste e una donna, 1910-12) Questo pane ha il sapore d'un ricordo, mangiato in questa povera osteria, dov'è più abbandonato e ingombro il porto. E della birra mi godo l'amaro, seduto del ritorno a mezza via, in faccia ai monti annuvolati e al faro. L'anima mia che una sua pena ha vinta, con occhi nuovi nell'antica sera guarda una pilota con la moglie incinta; e un bastimento, di che il vecchio legno luccica al sole, e con la ciminiera lunga quanto i due alberi, è un disegno fanciullesco, che ho fatto or son vent'anni. E chi mi avrebbe detto la mia vita così bella, con tanti dolci affanni, e tanta beatitudine romita!

Sera di febbraio Sera di febbraio Spunta la luna. Nel viale è ancora giorno, una sera che rapida cala. Indifferente gioventù s'allaccia; sbanda a povere mete. Ed è il pensiero della morte che, infine, aiuta a vivere
La foglia Io sono come quella foglia, guarda, sul nudo ramo, che un prodigio ancora tiene attaccata. Negami dunque. Non ne sia rattristata la bella età che a un'ansia ti colora, e per me a slanci infantili s'attarda. Dimmi tu addio, se a me dirlo non riesce. Morire è nulla; perderti è difficile. Un documentario su Umberto Saba

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