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“Un bacio grande Capo”

Creato il 04 dicembre 2014 da Albertocapece

Poletti attovagliato con il mondo di mezzoLa straordinaria capacità del premier di essere sempre al di sotto delle aspettative, nonostante il servo encomio dei media, è stata ancora una volta confermata dalle dichiarazioni sul “mondo di mezzo” romano nelle quali Renzi fa sfoggio di banalità generiche e di provvedimenti inutili, anzi da presa in giro, come il commissariamento del Pd romano concesso a una delle più noti scialbori  della politica che risponde al nome di Orfini.

Ancora una volta la pretesa è che l’ultimo affaire romano, con radici peraltro antiche e ramificate, sia un episodio e non il frutto di una mentalità, di uno schema e di un sistema articolato di governance. Vediamo il ministro Poletti attovagliato con alcuni dei protagonisti della vicenda quando era ancora presidente della Lega Coop e pur senza ipotizzare alcun coinvolgimento penale diretto è chiaro che proprio lui è stato al centro della mutazione epocale del mondo coop, sdoganando i criteri grazie ai quali le cooperative di Salvatore Buzzi prosperavano sulla pelle di tanti poveracci. Dirò di più: è in parte su queste modalità , umilianti per il lavoro esposto ad ogni ricatto, degradante per la civiltà del Paese che è stata costruita la riforma del lavoro, firmata dallo stesso Poletti.  Così non possiamo sorprenderci se la responsabile del welfare (sic!)per il Pd, Micaela Campagna, nonché ferrea assenteista dal Parlamento, abbia mandato a Buzzi, maestro nello sfruttamento degli inermi per rifornire di soldi i politici, sms del tipo “un bacio grande capo”. Francamente preferirei Jack lo squartatore a figuri di questa risma, a incarnazioni così icastiche del declino intellettuale e morale del Paese.

Del resto cosa possiamo aspettarci da questo milieu politico che in qualche caso è nato proprio dal cuore del berlusconismo? Lo stesso premier, indignato d’ufficio, non solo fu gratificato da 48 milioni di lire alla Ruota della fortuna, quiz che come ora si sospetta, serviva anche come distributore occulto di provvidenze, ma ha sulle spalle una denuncia per lo sperpero di 20 milioni di soldi pubblici e soprattutto per l’intreccio fra le attività pubbliche e quelle private di amici e famiglia. Stranamente nell’agosto scorso la prima udienza è stata spostata all’estate del 2015. Mamma quanto è lenta questa giustizia: dentro il rinvio ci stanno dentro anche le elezioni di primavera.

Naturalmente io non credo affatto che Renzi abbia speso un centesimo di più del dovuto: le cene da mille e passa euro avranno avuto il loro perché, ma ci possiamo davvero aspettare che da questo contesto venga una reazione efficace e sincera? Quando il sindaco Marino da corpo estraneo di cui il Pd si voleva liberare, nel giro di due ore è diventato il salvatore della patria? Così come mi chiedo se ci si possa aspettare una svolta sul Mose (tanto per parlare di una altra cupola) quando il capogruppo Pd in Senato, Zanda, nominato alla carica per acclamazione, è stato per nove anni presidente del Consorzio Venezia nuova, nonché presidente ed amministratore delegato dell’Agenzia romana per la preparazione del Giubileo del 2000 le cui opere sono state realizzate solo al 15%. Giuro che vado a piedi a Santiago di  Compostela se dovesse accadere.

Ma non accadrà. Ancora stamattina ho sentito rappresentanti del mondo politico che dopo aver deprecato la situazione, ne approfittano per dire che bisogna liberarsi delle municipalizzate per sortire fuori dalla corruzione.Così un circuito di pagamento che passa principalmente per cooperative ad hoc e aziende private attaccate al capezzolo pubblico, dovrebbe essere messo in crisi dalle privatizzazioni selvagge. Logica ferrea che denuncia non tanto l’assoluta inconsistenza di un ceto politico nato e cresciuto in questo crogiolo di opaca consociazione, quanto l’assoluta volontà di proseguire sulla stessa strada di prima buttando un po’ di fumogeno in attesa che il  momentaccio passi. Per loro ovviamente non per un Paese depredato e umiliato.

 


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