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Un braccio paralizzato che si muove grazie a dei chip!

Da Pattici @EdeaImage
La scienza tecnologica, viaggia sempre più spesso di pari passo con la medicina e la salute, ecco un esempio della loro immensa eccellenza!
I ricercatori della Case Western Reserve University alla Mit Technology Review hanno spiegato come  attraverso una nuova tecnica sperimentale , un braccio che fino a ieri non poteva muoversi oggi può avere una speranza... e tutto attraverso dei chip impiantati nell'arto e collegati al cervello i quali traducono in stimoli i segnali dei neuroni ... e quindi in movimento!
La speranza futura è di poter riuscire a tradurre anche il senso del tatto.
Un braccio paralizzato che si muove grazie a dei chip!Questa nuova tecnologia, utilizzata dai ricercatori della Case Western University, utilizzerà un’interfaccia brain computer interface, o BCI, sviluppata dai ricercatori della Brown University e del Massachusetts General Hospital, con cui sarà in grado di  controllare il braccio di un paziente con un sistema denominato stimolazione elettrica funzionale (FES) che invierà segnali a 18 muscoli delle braccia e della mano così da poter far si che il soggetto, paralizzato dal collo in giù, possa compiere azioni quali mangiare e grattarsi il naso. Una piccola sonda di quattro millimetri per lato con 96 elettrodi simili a capelli che penetrano di 1.5 millimetri parte della corteccia motoria che controlla i movimenti delle braccia sarà il cuore del dispositivo.
La strumentazione registra gli impulsi di dozzine di neuroni che corrispondono all'intenzione di muoversi del  paziente. La tecnologia per l’attivazione dei muscoli è stata collaudata a lungo su pazienti paralizzati. Il trial clinico è conosciuto come BrainGate2.
Daniel Moran un neuroscienziato dell’Università di Washington a St. Loui,s non coinvolto nello studio, afferma che “questa è la prima volta che qualcuno connette assieme i dispositivi BCI e FES”.
Questi enormi passi avanti nella tecnologia unita alla medicina portano finalmente un aiuto a persone che soffrono e che hanno bisogno veramente di una "mano"!
Mirella G.

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