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Un governo poco eco-friendly

Creato il 08 novembre 2012 da Oblioilblog @oblioilblog

Un governo poco eco-friendly

Ci si era illusi, al momento dell’insediamento del Governo Monti, che potesse arrivare una sterzata, tra le tante previste, anche nel campo delle politiche ambientaliste. Corrado Passera e Corrado Clini nelle prime dichiarazioni programmatiche parlarono apertamente di sostenibilità, un termine che non si sentiva spesso nei dintorni di Palazzo Chigi.

Quasi un anno dopo il voto massimo che si può attribuire ai tecnici è una sufficienza stiracchiata. Tra investimenti mancati e uno scarso attivismo, l’unico vero merito che si può riconoscere all’esecutivo è quello di non aver fatto peggio dei predecessori.

I giudizi degli esperti del settore sono tutti piuttosto negativi. Stefano Lenzi, responsabile dell’Ufficio relazioni istituzionali del WWF, lamenta lo scarso interesse verso il settore:

Dal 2008 abbiamo assistito ad un drastico taglio degli stanziamenti a favore del ministero dell’Ambiente e delle politiche ambientali: siamo passati da 1,6 miliardi agli attuali 450 milioni. L’ambiente ha ancora un ruolo marginale. Al contrario sono lievitati gli stanziamenti per le infrastrutture strategiche, visti i continui rincari di tutte le opere previste. Ma se questo poteva essere scontato in un governo che faceva dell’improvvisazione la sua cifra, in un governo di tecnici diventa inquietante. 

Boccia l’esecutivo anche il senatore PD Francesco Ferrante, ex presidente di Legambiente:

Troppi gli aspetti negativi: dai decreti sulle rinnovabili elettriche, che di fatto le hanno affossate, a quello sulle rinnovabili termiche che doveva essere emanato a settembre dello scorso anno e che ancora non si è visto, alla mancata stabilizzazione dello sconto fiscale del 55% per le ristrutturazioni edilizie con risparmio energetico. Il tutto condito con balzane idee sulla liberalizzazione delle trivellazioni. Certo se dovessimo paragonarlo con il governo precedente persino Passera ne uscirebbe bene. Ma è troppo facile far meglio di chi voleva regalarci il nucleare.

Pensiero condiviso anche da Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace

Se il governo Berlusconi era dichiaratamente antiambientalista, con una maggioranza che votava mozioni negazioniste sul cima e contro lo sviluppo del solare, Monti ci ha riportato in un ambito di civiltà europea, con un ministro dell’Ambiente che cerca almeno di fare la sua parte, e questo non è poco. Ma è ancora del tutto insufficiente per affrontare alcune delle sfide che abbiamo davanti: sull’energia si è dato un colpo di freno eccessivo alle fonti rinnovabili e si è disegnata una strategia energetica nazionale di corto respiro e che dà il via libera alle trivelle a mare e mantiene la produzione a carbone.

Aper, associazione che riunisce le aziende del settore che si occupano di rinnovabili, indica nella mancata semplificazione normativa il demerito principale di Monti, anzi se possibile sono state introdotte nuove barriere all’utilizzo di energia verde.

Un 5 arriva anche da dove proviene il Governo, la Bocconi, per bocca di Arturo Lorenzoni, direttore di ricerca presso l’istituto di economia e politica dell’energia e dell’ambiente dell’università:

I decreti sugli incentivi alle fonti termiche, centrali per gli obiettivi europei 2020 sono ancora in gestazione, la Sen ha visto la luce in una forma piuttosto esile e poco incisiva, inoltre dal mio punto di vista, non si è lavorato sui temi dell’effettiva liberalizzazione dei mercati. È vero che è un esecutivo a termine, che sembra dover gestire solo l’emergenza, ma il settore dell’energia ha bisogno di competenze più forti, di segnali più chiari, meno nel segno della continuità con il passato per poter avviare un reale rinnovamento. Sono scelte politiche, certo, e forse non c’era li mandato, ma questo non può evitare un po’ di delusione in chi sperava in una maggior capacità di interlocuzione sui temi tecnici rispetto al passato. A me sarebbe piaciuto vedere una linea diversa, più capace di interpretare i cambiamenti profondi che sta vivendo il mondo dell’energia.

Il climax discendente di popolarità che ultimamente ha travolto i tecnici raccoglie altri punti a suo favore.

Fonte: Corriere


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