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Un nome, mille storie: Michael Shannon

Creato il 14 agosto 2015 da Cinetvrecensioni

Una pellicola cinematografica è una combinazione di elementi che cooperano tra di loro per formare un prodotto godibile. Se anche un ingranaggio (che sia la regia, la sceneggiatura, la recitazione, e così via) stenta, ne risente l’Intero prodotto.
Ma esistono casi particolari?
Casi in cui la recitazione di un attore è così potente da “mascherare” lacune evidenti di un film?
Ebbene sì, nel panorama americano esistono tanti attori in grado di “lavorare da soli”, in grado di creare un’empatia con lo spettatore tale da ignorare aspetti rivedibili della pellicola.
Uno di questi è sicuramente lo statunitense Michael Shannon. Un attore di cui si parla troppo poco, ma che nel panorama americano ha pochi eguali su molti punti di vista. Io gli preferisco solo Joaquin Phoenix, che però, ha avuto la fortuna di essere diretto più volte da un certo Paul Thomas Anderson.

Shannon invece, comincia la sua carriera nel 1993, dove appare in una scenetta dell’indimenticabile “Ricomincio da capo” con Bill Murray.
Col passare degli anni si crea una reputazione da attore caratterista, specializzato in ruoli di uomini disturbati, psicologicamente problematici o semplicemente da cattivo.
Nel 2009 arriva la sua prima candidatura agli Oscar, come miglior attore non protagonista, per Revolutionary Road.
Alla carriera cinematografica, poi, affianca anche un ruolo importante nella serie televisiva Boardwalk Empire, dove recita in 56 episodi dal 2010 al 2014. Ma, soprattutto ad inizio carriera, varie sono le sue interpretazioni a teatro.

Questa rubrica prende in esame le “Best Inteprentations“, per cui non divaghiamo di più e scopriamo quali sono le interpretazioni che assolutamente non potete perdervi fornite da Shannon, rigorosamente in ordine cronologico.

Revolutionary Road (2008)
Diretto dal premio Oscar Sam Mendes, che riunisce dopo 11 anni da Titanic la coppia Di Caprio-Winslet ma anche Kathy Bates.
Revolutionary Road è la storia della coppia April (Winslet) e Frank (Di Caprio) felicemente sposata con figlie al seguito.
Film che parlerà della loro crisi coniugale e del ruolo della donna negli anni Cinquanta.
Shannon interpreta John Givings, uomo psicologicamente disturbato, che è l’unico a cogliere i problemi mascherati della coppia, mandando su tutte le furie un Di Caprio da Oscar (neanche nominato).
L’Oscar però, l’avrebbe meritato Shannon, che viene solo nominato, ma ci offre un interpretazione con mille sfaccettature di un personaggio malato ma molto intelligente e perspicace.
Quest’interpretazione e con essa l’intera pellicola sono imperdibili per qualsivoglia cinefilo. 

Take Shelter (2011)
Un capolavoro diretto da Jeff Nichols, regista quasi sconosciuto, ma che ha lavorato in ogni suo film con Shannon.
Per non dilungarmi troppo su questo gioellino cinematografico vi rimando al mio precedente articolo sul film: Qui .
Ovviamente anche qui Shannon ci mostra con una bravura disarmante le turbe di un uomo dapprima tranquillo, ma che successivamente viene sottoposto a incubi/visioni che influiranno sulle sue decisioni. 

The Iceman (2012)
La storia vera di Richard Kuklinski, feroce serial killer al servizio della mafia negli anni Settanta.
La trama si incentra molto sulla contrapposizione tra il “lavoro” di Kuklinski e la vita familiare (padre amorevole di due figlie e marito).
Ovviamente qui, rispetto ai due film trattati precedentemente, ci troviamo dinanzi ad un prodotto che ha qualche pecca (sceneggiatura in primis), ma Shannon nel ruolo del feroce serial killer è mostruoso, interpretazione che ci fa dimenticare che nel film ci sono anche attori del calibro di Ray Liotta, Chris Evans, James Franco e la rediviva Winona Ryder.
Altro ruolo confezionato per lui che come dicevo, rende inutili eventuali commenti negativi nei confronti della pellicola. 

L’uomo d’acciaio (2012)
Qui Shannon per la prima volta in carriera è protagonista di un Blockbuster. Parliamo dell’ennesima trasposizione cinematografica di Superman, interpreteto da Henry Cavill.
Film tutt’altro che azzeccato, ma quanto meno superiore all’oscenità Superman Returns (2006).
Shannon interpreta il villain, regalandoci un Generale Zod che surclassa completamente l’interpretazione debole di Cavill, che però almeno vince sul campo di battaglia essendo l’eroe. 

Poco altro da aggiungere, per il semplice motivo che quest’interprete è solo da ammirare.
Un peccato doverlo ascoltare doppiato in italiano, ma ce ne faremo una ragione.
In attesa di vederlo prossimamente in Freeheld, con il premio Oscar Julianne Moore, e nel nuovo film diretto da Jeff Nichols (quarta collaborazione per loro), vi ripetiamo l’ovvio: recuperate questi titoli e lasciatevi trascinare dalla bravura di questo artista.

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