Un tram che si chiama Desiderio (di Elia Kazan, 1951)

Da Csabbat
Non voglio il realismo voglio magia. Sì, magia. Io tento di fare della magia, altero la realtà, non dico la verità ma quella che vorrei che fosse la verità e se questa è una colpa che mi puniscano pure. Sono forse queste le parole che maggiormente racchiudono l’essenza del complesso personaggio di Blanche DuBois (Vivien Leigh), la quale dopo la morte del marito si trasferisce dalla sorella a New Orleans per ritrovare una serenità perduta da tempo. L’incontro tra Blanche e il brutale e violento cognato Stanley (Marlon Brando) crea immediatamente attrito e scintille, lasciando alla sorella il ruolo di tollerante ago di questa assurda bilancia. Quando il passato di Blanche inizierà a riemergere, la storia intensificherà la propria impronta drammatica aprendo le quinte a un epilogo amaro.
 

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