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Una biblioteca in una provetta

Creato il 24 gennaio 2013 da Sulromanzo

Una biblioteca in una provettaPochi giorni fa Sul Romanzo vi parlava di futuro, in particolare della prima biblioteca pubblica interamente digitale. Pensavamo di avere intravisto il tempo da venire, immaginando ereader e pc in stanze asfittiche e coi suoni tipici delle comode tecnologie contemporanee. Ci eravamo sbagliati, come nei migliori romanzi postcyberpunk, seguaci del connettivismo fra letteratura e bioinformatica, il nadir ha trasceso l’ombra sostituendosi subito allo zenit, capovolgendo le apparenze. 

 

Una biblioteca non digitale ma biologica, nel DNA. Che cosa?

Ieri, 23 gennaio 2013, Nature – una delle più importanti riviste scientifiche – ha pubblicato uno studio che riguarda la conservazione biologica di dati: sono stati “registrati” 154 sonetti di Shakespeare, il discorso "I have a dream" di M.L. King del 1963, l'articolo attraverso cui Watson e Crick descrissero la forma a doppia elica della molecola della vita nel 1953 e una foto ad alta risoluzione dell'European Bioinformatics Institute di Hinxton, in Gran Bretagna, dove è avvenuta l’operazione di registrazione. Per confermare l’esperimento è stata inviata una provetta a un gruppo di biologi, i quali non hanno avuto difficoltà a scoprire quanto vi era contenuto in termini non solo biologici. Una sequenza di basi potrebbe conservare una serie di informazioni che i computer attuali, anche i più potenti, non potrebbero reggere, il confronto sarebbe impari.

 

Sono richiesti strumenti ad elevata tecnologia, eppure sulla durata di conservazione delle informazioni ci sono pochi dubbi: il DNA batte il digitale sei a zero. Per ora siamo ancora nel campo della ricerca, nonostante ciò il futuro si prospetta roseo. Si pensi a una biblioteca di libri contenuta per intero in una provetta. Fantasia fino a pochi anni addietro, ora non più grazie all’avanzamento delle nanotecnologie.

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