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“Una bugia di poco conto” di Janelle Brown

Creato il 22 gennaio 2011 da Sulromanzo

“Una bugia di poco conto” di Janelle BrownUna bugia di poco conto (traduzione di Laura Prandino) è un romanzo ben riuscito e ben scritto. Eppure, se mi fossi fermata alle prime trenta pagine, che sono un insieme spesso confuso di personaggi, avvenimenti ed emozioni, non lo avrei certo descritto così.

 

Siamo a Los Angeles. C’è stato un terremoto, e questo lo sappiamo fin da subito. Ma non capiamo quando, né l’entità dei danni in casa di Claudia, la protagonista. Lei, però, ha un carattere che sa adattarsi alle situazioni, ed è forte, piena di quel coraggio che solo una donna riesce a trovare dentro se stessa nei momenti più difficili. Eppure non sembra rendersene affatto conto. Lo impara, col tempo, con le fatiche ed i compromessi che è costretta ad accettare per superare la crisi e cercare di salvare il suo matrimonio.

 

Può, un terremoto mettere in crisi un matrimonio fino a sgretolarne le fondamenta? La risposta giusta dovrebbe essere “no”, soprattutto se stiamo parlando di una giovane coppia di sposini. Ma in questa storia, come accade spesso nella realtà, le relazioni sono ciò che appare in superficie e molto, molto altro: non è facile affrontare gli ostacoli che la vita ti lancia contro quando la tua età anagrafica dice che sei ufficialmente una persona “adulta” (hanno circa trent’anni) mentre il tuo cuore non se ne è ancora reso conto. Ed allora il tuo legame col passato, con la passione e la trasgressione che solo un amore selvaggio ed immaturo possono darti, diventa sempre più forte, anche se per un paio di anni sei riuscito a controllarlo, dimenticarlo o, forse, farlo dormire nella segreta speranza che lui decida, autonomamente, di non svegliarsi più. Ecco, questo è Jeremy, il marito di Claudia, un uomo che si è messo con lei più per scelta che per amore. Già, perché se fosse stato vero amore si sarebbe rimboccato le maniche ed avrebbe cercato di affrontare la situazione con e per Claudia. Lui, invece, sembra quasi contento di umiliarla.

Per esempio, quando lei gli comunica di aver accettato un lavoro di insegnante. Non è ciò che vuole fare, lei è una regista e anche se il suo film, uscito da poco, è stato un fiasco al botteghino, Claudia non vuole darsi per vinta. Ma in questo momento così difficile, in cui nessuno dei due può contare sull’aiuto dei rispettivi genitori, lei sceglie il compromesso che le consente però di continuare a pagare il mutuo e andare avanti, in attesa di tempi migliori.

Per esempio, quando lei cerca di convincerlo che sia importante, almeno per quel primo difficile periodo, affittare una stanza della loro casa ed avere un introito in più. Jeremy si dimostra poco contento e poco comprensivo ed accetta solo perché la ragazza alla quale affittano la stanza è, in apparenza, una specie di fantasma: lavora di notte, dorme di giorno.

 

In realtà, non è questo il vero problema: sentirsi persi nei momenti difficili accade a tutti nella vita, prima o poi. Jeremy, in questo, dimostra semplicemente di essere molto umano e, forse, troppo fragile. Il vero problema è che proprio in questo momento il suo cuore ha deciso di svegliarsi e lui non ha una personalità sufficientemente forte. Per questo, quando Aoki, la sua ex, un’artista affermata, eccentrica e, soprattutto, abile manipolatrice, gli manda un’email lui risponde. All’inizio, si tratta di poche parole e lui si ripromette sempre di dirlo a Claudia, anche se il silenzio è solo un modo per “proteggere” sua moglie e lui non sta facendo nulla di male…

 

Devo raccontarvi come va a finire? No, preferisco lasciare che lo scopriate da soli perché questa storia merita davvero di essere letta.


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