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Una domanda provocatoria

Da Giorgia_v
Una domanda provocatoriaDopo l'articolo comparso sul mensile ELLE, sono stata invitata dalla redazione della rivista a partecipare alla discussione sul forum on line di elle.it nella giornata di martedì. Devo dire che ritrovarmi a parlare di donne in un sito pieno di figure femminile esteticamente perfette ed inarrivabili (ELLE è una rivista di moda) mi ha messo un po' a disagio e così ho deciso di sdoganare subito il mio imbarazzo sotto forma di domanda provocatoria:
"Oggi discutiamo molto di stereotipi e di ruolo della donna, spesso sui media relegato a corpo, oggetto sessuale o "di contorno". Poi mi guardo intorno mentre scrivo e vedo diverse foto di donne bellissime e magrissime e mi chiedo: non siamo anche noi ad autoimporci dei modelli piuttosto lontani dalla realtà?"
Le risposte mi hanno fatto riflettere. A parte qualche intervenuta che ha colto la palla al balzo per aprire un dibattito sull'uso e la manipolazione del corpo della donna ai fini commerciali , ho notato una reazione quasi "di difesa" delle scelte redazionali, probabilmente per via del fatto che sul forum erano presenti anche delle redattrici di ELLE:
Una domanda provocatoria
"(...) noi parliamo di corpo femminile e nel farlo vorremmo che esso si liberasse di tanti e troppi condizionamenti estetici. Ma siamo anche una rivista di moda, e la moda ha una componente di sogno"
Ecco...A questo punto mi sono chiesta: ma qual è il sogno delle donne? Possiamo davvero ridurre i nostri sogni a quelli di un corpo perfetto (e innaturale)?
"Io non sogno piu' un fisico da modella da tempo" rispondo "e, anzi, questo sogno per molti anni della mia vita, soprattutto da ragazzina, è stato deleterio. Anche i sogni riflettono i nostri modelli culturali ci avete pensato?"
La difesa della moda però continua: le donne magrissime sono "una necessità dello stilista" e non ne hanno colpa, come colpa non è "guardare delle belle foto con ragazze splendide inguainate in abiti mozzafiato". Una redattrice mi fa correttamente notare che, ELLE, a differenza di altre testate dello stesso genere, è piuttosto attenta a non pubblicare copertine di ragazze troppo magre e inoltre "pubblica in ogni numero storie di donne, con foto allegate, che hanno qualcosa da dire e da raccontare nonostante non siano delle meravigliose top ucraine di 18 anni." Beh, io ne so qualcosa, in effetti.
C'è chi parla di un sogno estetico che "non è neanche il sogno degli uomini, però, che in genere amano le forme... E' il sogno di qualcuno che le donne non le ama..." e chi parla di sogno condizionato e traccia una lucida analisi sociologica:
"E' la pubblicità a nutrire i sogni tramite le immagini che vi vengono rappresentate (per lo più di donne, per lo più bellissime, per lo più magre, per lo più in pose che - tradotte su un corpo maschile - sarebbero strane, ridicole, ma che nella visione contemporanea della donna sono considerate seducenti, accattivanti). Tutto questo ha poco a fare con la bellezza e molto a che fare col desiderio e con i sogni. Sogni che, però, possiamo anche autoimporci, ma che vengono molto condizionati. (...) Non dobbiamo fare finta di non sapere che la stragrande maggioranza della ricchezza di questo mondo è, nel 2010, ancora nelle mani degli uomini."
Mi si chiede giustamente cosa fare, cosa proporre. Suggerisco la creazione di una sezione sulla rivista dedicata alla moda che usi corpi di donne naturali e suggerisco ssoprattutto di proseguire sulla discussione perché prima di cercare delle soluzioni bisogna acquisire una consapevolezza del problema e di ciò che si vuole cambiare.
Alla fine ci ritroviamo concordi nel ritenere che la moda, in fondo, non sia la causa prima di questo stato di cose e che il problema sia "la generale e ossessiva proposizione di corpi femminili dai canoni estetici innaturali sui media (su qualsiasi tema, per altro)" che è un concetto un po' più ampio e andrebbe affrontato approfonditamente. Per il momento, ho lanciato un sasso in un contesto diverso, che forse sta tentando di aprirsi ad una nuova riflessione sul femminile.
La riprova è che il forum in queste ore sta proseguendo e che la discussione non è affatto terminata. Quello dei modelli estetici imposti è un argomento ricco e pungente ed è proprio da qui, dai nostri disagi e dalla nostra difficoltà a riconoscerci nelle immagini di donne proposte, che può cominciare, come bene ci ha dimostrato Il Corpo delle Donne, un risveglio di consapevolezza femminile nel nostro Paese.
Faccio quindi gli auguri al progetto "Sorelle d'Italia" di ELLE, a cui sono stata felice di partecipare e al quale spero di aver portato il mio piccolo contributo, ed invito tutti a leggere per intero (e a partecipare) alla discussione oggetto del post.
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