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Una guerra senza bombe

Creato il 28 luglio 2015 da Marvigar4

stivale rattoppato

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Sirene d’allarme che non annunciano l’arrivo delle flotte aeree sui nostri cieli, le città e i luoghi d’Italia ancora in piedi, nessun bombardamento, nessuna vittima di cannoneggiamenti, eppure la guerra c’è, le rovine immateriali che gravano sulle nostre aspettative parlano di una generazione spazzata via da una crisi congiunturale ormai più che quinquennale. Il rapporto del FMI non usa mezzi termini: dovremo attendere ancora e molto per poter tornare ad essere un paese florido economicamente. È una guerra senza bombe che fa vittime vere e distrugge l’unica cosa che può salvarci: la speranza. Pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale la forza morale e l’abnegazione ricostruirono l’Italia, le macerie produssero la volontà di rinnovamento, la fiducia in un avvenire migliore. Furono fatti numerosi errori di valutazione, la distruzione bellica non demolì i vecchi vizi atavici, la corruzione politica, la sperequazione, il corporativismo, li rispolverò, li rimise in piedi insieme al resto del paese. Ma adesso siamo giunti al redde rationem. Non avremo un futuro per molti anni ancora, i nuovi italiani saranno destinati in gran parte a non poter sperare, la debole crescita economica dell’Europa e la nostra inabilità ad essere una nazione di cittadini adulti e responsabili rallenta la ripresa e crea nuove sacche di povertà. Non abbiamo di che rallegrarci, il rapporto FMI di 56 pagine può essere letto come un invito e un incoraggiamento, ma sappiamo di che pasta è fatta la nostra classe politica e quanto poco sia il peso di una cultura veramente trasparente e non maculata dai soliti malcostumi nostrani.

http://www.imf.org/external/pubs/ft/survey/so/2015/CAR072915A.htm


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