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Una stanza tutta per sé (Virginia Woolf)

Creato il 30 gennaio 2014 da Philomela997 @Philomela997

Una stanza tutta per sé  (di Virginia Woolf) è stato pubblicato nel 1928, basandosi su due conferenze che aveva tenuto a Newnham e Girton, College femminili dell’Università di Cambridge, nel 1928.

Si tratta di un manifesto femminista in forma romanzata, che esorta le giovani scrittrici a raggiungere l’indipendenza economica e ottenere una stanza tutta per sé, in cui scrivere indisturbate.

Una stanza tutta per sé (Virginia Woolf)

Durante la lettura ho sottolineato alcuni passaggi, che riporto qui:

Per tutti questi secoli le donne hanno avuto la funzione di specchi, dal potere magico e delizioso di riflettere raddoppiata la figura dell’uomo. Senza questo potere, probabilmente la terra sarebbe ancora palude e giungla.

[cap. II]

E da questa immensa letteratura moderna di confessione e autoanalisi si deduce che scrivere un’opera di genio è quasi sempre un’impresa di prodigiosa difficoltà. Tutto si oppone alla possibilità che l’opera esca dalla mente dello scrittore completa e integra com’era stata concepita. Di solito le si oppongono le circostanze materiali. I cani abbaiano; la gente interrompe; bisogna far soldi; la salute non regge. Inoltre, ad inasprire e ad accrescere tutte queste difficoltà, c’è la notoria indifferenza del mondo. Esso non chiede alla gente di scrivere poesie, romanzi e libri di storia; non ne ha bisogno.

[cap. III]

Perché i capolavori non nascono solitari e isolati; sono il risultato di molti anni di pensiero comune, il pensiero del corpo popolare, per cui dietro quella singola voce c’è l’esperienza della massa.

[cap. IV]


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