Per l’Unione Europea è arrivato il momento di affrontare concretamente il problema dell’immigrazione e di dimostrare finalmente unità assoluta d’intenti. Il primo discorso da presidente della Commissione Europea di Jean Claude Juncker.

Il presidente della Commissione Europea Juncker.
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E’ iniziato alle 9 di stamattina l’intervento del leader lussemburghese della Commissione Europea davanti all’emiciclo di Strasburgo. Di carattere “libero e personale”, il discorso ha avuto come argomenti salienti tutti i temi più scottanti con cui l’Europa si trova a convivere, spesso anche girando il proprio sguardo dall’altra parte per non vedere i problemi sino a quando si rende inevitabile una loro soluzione. Grecia, referendum Britannico, Ucraina, cambiamento climatico, conferenza di Parigi, ma, soprattutto, immigrazione. A questo proposito Juncker ha criticato l’approccio al problema, sottolineando la mancanza di unione tra le nazioni che la compongono: Italia, Grecia e Ungheria sono infatti rimaste sole a fronteggiare flussi migratori di proporzioni bibliche. Snocciolando i numeri dell’esodo dal Medio Oriente e dall’Africa, Juncker ha reso noto che solamente nell’ultimo anno sono giunti in Grecia 250mila rifugiati, mentre in Italia 150mila. Le ragioni di questa disperata fuga vanno ricercate nella continua guerra in Siria, nella dittatura eritrea e nel terrore del sedicente Stato Islamico.
L’Unione Europea ha poi approvato il nuovo piano Juncker, che prevede la redistribuzione di 120mila migranti da Italia, Grecia e Ungheria verso altri paesi UE. La commissione si divide tra chi crede che questa idea sia l’inizio del tanto atteso cambio di marcia nella politica sulle migrazioni e chi invece vede l’imposizione della distribuzione come un rischio di attirare anche migratori economici non veramente bisognosi di aiuto.
La Germania, attraverso il proprio vice-cancelliere Sigmar Gabriel, ha fatto sapere che potrà accogliere 500mila profughi all’anno per diversi anni, mentre Spagna e Francia hanno annunciato il proprio appoggio al piano Juncker senza alcuna reticenza. Che l’Unione Europea si sia finalmente scossa dal proprio immobilismo?
M.B.
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