Università: la “fuga da Medicina” continua. Da due anni le Professioni sanitarie registrano un trend negativo negli atenei di Roma e d’Italia.

All’Università La Sapienza si è registrato il 14% in meno di iscritti ai test di Medicina.
Forse è proprio a settembre che l’Università italiana mostra il proprio lato migliore. Si presenta come un’embrione ancora in fase di sviluppo che trae il proprio nutrimento dalle aspirazioni, dalle speranze e dai sogni dei milioni di neodiplomati che sostengono i test d’ingresso per i corsi di laurea a numero chiuso. Sogni e speranze che sembrano aver avviato un lento processo di allontanamento da Medicina, che per molti anni è stata invece la destinazione principale del cammino scolastico di molti giovani.
Per il secondo anno consecutivo l’Università di Roma rende infatti nota la notevole diminuzione dei candidati alle Professioni sanitarie, a cui si accede attraverso un test che comprende domande che spaziano dalla cultura generale alla biologia, dalla logica alla chimica, dalla fisica alla matematica. I principali atenei romani hanno già reso pubblici i numeri dei test, che parlano di un crollo da parte dei soggetti che affideranno il proprio futuro in camice bianco a poco più di un’ora e mezza di quiz. Alla Sapienza mercoledì 9 tenteranno la fortuna in 4990 a fronte dei 956 posti a cui si potrà accedere grazie alla graduatoria nazionale,con una diminuzione del 14% rispetto allo scorso anno; a Tor Vergata si registra invece addirittura il 19% di iscritti in meno al test, con 1637 candidati per appena 412 posti. Alla Cattolica, terza Università di Roma, gli iscritti saranno 2374, in prevalenza donne.
A livello nazionale il calo di candidati ai test per le Professioni sanitarie è intorno alle 5000 unità. Tra le ragioni di questa “fuga da Medicina” la più importante è senza dubbio la sempre minore certezza di un posto di lavoro fisso dopo molti difficili anni di studi. L’Università è tuttavia capace anche di raccontare storie affascinanti come avverrà al test di Medicina della Sapienza, in cui un anziano di 72 anni potrà contendere un posto ad un ragazzo di 17.
M.B.
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