Anche se molti non se ne sono accorti, la società civile è attaccata su più fronti. Ad attaccarci sono gli stessi che convocano i giornalisti sparsi nel teatro delle operazioni belliche per comunicare loro le veline che dovranno riportare in patria, a beneficio degli utenti. Come disse quel generale, la prima vittima di una guerra è la verità e le menzogne propinateci giornalmente dai mass-media si moltiplicano a dismisura. Una via l’altra. La popolazione è vittima, carnefice, obiettivo militare, classe di schiavi ottusi e strumento di reciproca, indifferenziata e diffusa oppressione, nello stesso tempo.Sta capitando come a Genova sul lungomare, nel luglio 2001, con i lacrimogeni che ci arrivavano da terra, dall’aria e dal mare, rispettivamente dagli sbirri appiedati, dagli elicotteri militari e dai motoscafi della polizia. Solo che al momento attuale ancora non tutti se ne sono accorti. E’ per questo che anche in Friuli, per la prima volta, sabato 26 maggio si terrà una conferenza pubblica sulle scie chimiche, ed è questo un modo per far aprire gli occhi alla gente, in modo che i “lacrimogeni” che giungono dal cielo facciamo migliore effetto.Ne ho parlato con il presidente del gruppo politico che ha organizzato l’incontro ed è stata una sorpresa per me scoprire che nella mia regione ci sono ancora fermenti di speranza, accompagnati dalla volontà di reagire a questo attuale stato di inerme sudditanza.Claudio Boaro, 57 anni di Gonars, artigiano fumista, nel 2006 fondò il “Front Furlan” insieme ad altre tre persone, ma fu solo un
Dimmi qualcosa del prossimo convegno di Palmanova sulle scie chimiche.
Inizierà alle 16.00 presso il Meeting Point San Marco, in Via Scamozzi 5, nella città stellata. E’ una sala comunale data in gestione a privati e l’affitto ci costerà 240 euro, lo stesso prezzo di quando abbiamo invitato a parlare Eugenio Benetazzo. Ci sono trecento posti e prevediamo il pienone. I relatori saranno Domenico Azzone, maresciallo dell’aviazione esperto in meteorologia; Giorgio Pattera, biologo e ufologo; Raffaele Cavaliere, psicologo e scrittore, nonché, per teleconferenza da San Remo, il massimo esperto del settore, Rosario Marcianò. L’ingresso è libero.In un testo giunto nelle mie mani, il signor Cavaliere dice in sostanza che al male che ci viene fatto tramite le scie chimiche non dobbiamo reagire con altrettanto male, cioè non dobbiamo opporre la violenza alla violenza. A parte il fatto che con aerei che volano a 4.000 metri d’altezza c’è poco da opporre violenza, a meno di non avere un RPG, non ti sembra che questo ragionamento evangelico faccia gl’interessi dei criminali che ci stanno avvelenando?Anch’io non sono molto d’accordo con l’idea di porgere l’altra guancia, ma d’altra parte l’unica vera arma in nostro possesso è l’informazione, perché solo quando la maggior parte delle persone si accorgerà del problema, si potrà sperare di fermare questa criminale operazione. E’ una corsa contro il tempo perché pare che uno degli effetti di tali irrorazioni sia quello di istupidire la gente e quindi più aspettiamo e più facciamo il loro gioco.Dobbiamo informare, informare e informare, per far aprire gli occhi alla gente e contrastare le menzogne diffuse dai giornalisti di regime.Anche qui mi trovi del tutto d’accordo. E allora, vediamo sabato 26 se riuscirete a riempire la sala. Incrociamo le dita!Un sincero grazie, Claudio, per la tua disponibilità. Alla prossima.
