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Uomo solo in strada | Racconto 300 parole

Da Nicola Nicodemo
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© Nicola Nicodemo

Passeggio per il corso, stretto nel mio cappotto. Fa freddo. Gli addobbi natalizi penzolano nelle vetrine dei negozi come stracci vecchi ormai consumati. Cartelli colorati sprizzano un entusiasmo che non esiste. C'è scritto "saldi", in uno stampato tanto grande da invadere intere pareti. Rossi. Gialli. Verdi. Come petali di fiore, devono attrarre i clienti. Ma non ci sono clienti. Non c'è nessuno in giro, tranne me, che non le guardo neppure le vetrine. Mi stringo ancora più nel cappotto, nascondo il viso nella sciarpa. Fa freddo. Entro in un negozio con i riscaldamenti accesi. Cammino tra gli scaffali traboccanti di merci. Saresti quasi tentato ad acquistarle per non lasciarle cadere dalle mensole, su cui non c'è più spazio. Non c'è nessuno nel negozio. Neanche un commesso. Chiamo qualcuno. Tutto deserto. In strada il freddo mi assale di nuovo. Entro in un bar. C'è caldo anche qui. Ma nessuno con cui parlare. Sul bancone un bicchiere d'acqua lasciato lì per un avventore che si fosse perso e fosse capitato lì per caso. Bevvi l'acqua e uscii. Ancora freddo, ancora nessuno. Sulla vetrina di un negozio un cartello: "Cercasi commesso/a". Guardo dentro. Vedo ombre muoversi tra gli scaffali. Una donna. Clienti. Sento le voci. Provo ad entrare, ma la porta non si apre. Batto più volte la mano sul vetro. Chiamo quella donna, urlo, ma non mi sente. Provo ancora con la porta. Chiusa. Continuo a camminare. C'è una luce accesa in un negozio. È una piccola libreria. Un vecchio è seduto dietro una scrivania piena di libri. Lo saluto, ma lui non risponde. C'è un profumo buono tra gli scaffali. Ogni libro al suo posto. Una poltrona in un angolo. Un libro aperto lasciato lì da chissà chi. Lo prendo e comincio a leggere. Intanto il mondo prende un'altra forma.


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