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Malika Ayane si guarda indietro, ma ‘senza fare sul serio’!

Da Andrea Venturotti

Ben ritrovati, carissimi lettori di A Free Word.

Nella prima uscita vi avevo parlato della canzone che da il titolo a questa rubrica musicale, C’è sempre una canzone di Luciano Ligabue. Per questa seconda uscita ho deciso di cambiare completamente stile, parlandovi di un’artista, dal mio punto di vista, Naif come per l’appunto il titolo del suo ultimo album: sto parlando di Malika Ayane. Oltre ad una voce davvero particolare, Malika sta crescendo, anno dopo anno, anche come autrice dei propri testi nei quali, ormai da tempo, collabora con Pacifico. Ho avuto modo di ascoltare l’album per intero e sono rimasto molto sorpreso: in tutte le canzoni presenti si riesce a percepire un’armonia assoluta tra la melodia e la sua magnifica voce. Ci sono davvero delle canzoni interessanti, merita davvero e per questo vi consiglio di ascoltarlo attentamente.

Tra tutti i brani ce n’è uno che, a mio parere, spicca più di tutti: il suo ultimo singolo ‘Senza fare sul serio.’ Nell’ultimo periodo sono andato in fissa per questa canzone. Malika, insieme a Pacifico e i produttori del disco, è riuscita a far coincidere la sua potente voce con delle bellissime parole molto significative, il tutto orchestrato da un ritmo davvero coinvolgente. In quelle parole c’è un po’ il mio concetto di passeggero distratto, continuamente a pensare al passato e al futuro ma non al presente. In quasi tutta la canzone, questo concetto è espresso chiaramente. Canzone che è stata adattata alla perfezione nel videoclip, dove viene lanciato un messaggio preciso e diretto.
Ci sono due strofe, per me fondamentali, che si ripetono e che mi sono entrate facilmente in testa: infatti le continuo distrattamente a canticchiare senza che me ne accorga.
La prima è:

Lento può passare il tempo
ma se perdi tempo
poi ti scappa il tempo, l’attimo
lento come il movimento
che se fai distratto
perdi il tuo momento
perdi l’attimo

A volte il tempo passa lentamente ma se lo si lascia fuggire non se ne coglie il senso, si rischia di perdere l’attimo importante. Altre volte, invece, il tempo passa veloce perché abituati a fare sempre le stesse cose, gli stessi movimenti che ci distraggono. Allora si rischia di non vedere ciò che si ha di fronte, di perdere il nostro momento.

L’altra strofa che mi è entrata nella testa è quella del ritornello:

Tu non lo sai come vorrei
ridurre tutto ad un giorno di sole
tu non lo sai come vorrei
saper guardare indietro
senza fare sul serio,
senza fare sul serio
come vorrei distrarmi e ridere

Qui c’è ancora meno da spiegare perché veramente dice già tutto da se questa strofa. Ed è quel concetto di cui ho parlato ne ‘Il passeggero distratto‘: la continua distrazione causata dal ‘guardarsi indietro’, pensare troppo al passato e al futuro e troppo poco al presente. Però, Malika, vuole guardarsi indietro ma senza fare sul serio. Come ho già scritto l’altra volta, ognuno nelle canzoni ci vede quello che vuole, quello che vuole vedere. Io, in questa canzone, vedo una persona che prende consapevolezza del proprio passato, delle proprie scelte e dei propri sbagli ma senza prendersi troppo sul serio. Cercando di non giudicarsi troppo, di rimanere comunque con i piedi ben saldi al presente. Consapevole di ciò che ha sbagliato per provare a non commettere più lo stesso errore e, mentre lo fa, sorridere. Distraendosi e ridendo.

Alla prossima uscita,
Rif.


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