Magazine Attualità

Vademecum semiserio per il giornalista 2013

Creato il 02 agosto 2013 da Cicciotopo1972 @tincazzi

Oggi inizieremo una serie di lezioni per far entrare voi, giovani virgulti, sognatori 1217851912864_fe illusi nel mondo del giornalismo. Quello vero, non quello dove finiranno in molti, ovvero quello del lavoro semigratuito o gratuito, sottopagato, precario ma che dico precarissimo e senza nessuno sbocco per il futuro.

E’ importante però che abbiate la giusta propensione e pelo sullo stomaco. Ovviamente quello che scriverò non riguarda molti colleghi degli anni addietro entrati nei giornali con le proprie forze e la propria bravura. Ma oggi, se volete essere assunti dovete avere determinate caratteristiche.

La genealogia. Per fare i giornalisti con possibilità serie di essere assunti nelle grandi testate dovrete fornirvi di una genealogia politico/imprenditoriale o giornalistica. I figli di senatori, deputati, ministri, presidenti di regione etc sono in pole position per entrare nel mondo nei vertici del giornalismo ma per osmosi anche in politica. Tinni Andreatta, Maria Laura Rodotà, Chiara, Bianca e Berlinguer, Valentina Loiero, Antonio De Martino, Sebastiano Sterpa, Alessandra Rauti, Elena Caputo,  Marina Sbardella, Claudio Donat-Cattin sono, evidentemente, figli di politici. Lavorano (o hanno lavorato) a Mediaset o in Rai. La lista potrebbe continuare all’infinito per decine di altri nomi.

Paolo mieli, Enrico Mentana, Giuliano Ferrara, Guido Tosatti, Natalia Augias, Lella Confalonieri, Salvo Sottile, Lucrezia Agnes, Veronica Gervaso, Giancarlo Mazzucchelli, Laura Cannavò, Piero Marrazzo, Simonetta Martellini, Susanna e Gianluca Galeazzi, Silvia Santalmassi, Costanza Calabrese, Francesca Barzini, Antonio Di Bella, Giovanna Botteri, Donata Scalfari sono tutti figli di giornalisti. Qui invece la lista potrebbe continuare per centinaia di nomi. Tutti piazzati nelle principali testate.

Avviso: evidentemente essere figli di qualcuno non significa che non si sia anche bravi, ma sicuramente aiuta rispetto a chi è lo stesso bravo ma non è figlio di nessuno.

Non siete figli di politici, giornalisti, scrittori (tipo Malcom Pagani figlio della scrittrice Barbara Alberti)? Allora partite male, ma non è detta l’ultima parola. Un ottimo sotto settore sono i nipoti di, i fratelli, gli zii e giù fino ai cugini di secondo grado.

2- La Lobby. Entrate in una lobby. Focolarini, Compagnia delle Opere, sindacati, partiti, circoli di vario tipo. Anche i buddisti o i pentecostali sono un ottimo trampolino di lancio per arrivare a discrete posizioni. Non avrete le stesse possibilità del settore politico/giornalistico ma potrete comunque ambire a contratti di vario tipo. Ovviamente dimenticatevi la deontologia giornalistica. Non si attaccano mai i compagni di merende.
Attenzione: ottimo trampolino è anche il sindacato dei giornalisti. Da mangiare non manca e si fanno ottime conoscenze. L’importante è fare i gregari e lavorare con le truppe cammellate. Vedrete che qualcosa salterà fuori.

3 – Frequentate festival, rassegne, circoli e feste. Il giornalismo è un po’ come il jet set delle feste di Cafonal. L’importante è farsi vedere. Essere onnipresente è un merito, soprattutto se rende meglio che a stare in casa a lavorare. Tra uno Chardonnay e una tartina potreste trovare il vostro aggancio. Ottimo ambiente anche per lanciarsi nella cronaca bianca. Ovviamente se state a Canicattì ve lo pigliate in quel posto. Per essere ‘in’ dovete venire nelle capitali italiane. Torino e Bologna sono out. Troppo provinciali.

Indicati il circolo dei giornalisti, il circolo dei canottieri, di golf e di tennis della Roma bene e potreste farvi invitare all’esclusivo circolo sportivo dei dipendenti Rai sul Tevere. Chissà mai che sul lettino accanto al vostro non ci sia un pezzo grosso al quale presentarsi. Indicato per i giornalisti sportivi. Se pensate di fare una gita fuori porta è ottima la spiaggia di Capalbio e zone limitrofe tipo argentario. E’ pieno di giornalisti.

4 – Gonfiatevi il curriculum e mettete un tacco 12. Nella società odierna l’importante non è come si è ma come si appare. Quindi saper dimostrare di essere i mejo non ha prezzo. Inventatevi esperienze, fatti e collaborazioni. Raccontate un sacco di balle e fingetevi esperti di qualcosa. Tanto nessuno controlla i curricula. Se avete la fortuna di essere anche delle belle fighe, perché non sfruttare anche lo stacco di coscia?

5 -I soldi di papà. Spremete quanto più potete i genitori. Altrimenti chi vi pagherà l’Uni figa tipo Luiss, il master o la scuola di giornalismo sempre che vi prendano (e qui entra anche in gioco il punto numero 6)? Vi servono però un sacco di soldi, quindi preparate i vostri matusa a farvi mantenere almeno fino ai 35 avanzati. D’altronde un sogno è un sogno e chi ha il diritto di togliervelo? Meglio però farsi mantenere fino alla crisi di mezza età che poi entra tutto un discorso sul precariato ma andiamo fuori tema.

6 – La faccia da culo. Altro modo per farsi notare è avere un piglio sicuro, sfrontato e irriverente. La classica faccia da culo. Della serie “mettimi alla prova, io sono brava, so fare tutto: politica, economia, esteri. Però mica voglio una collaborazione, tu mi devi fare un contratto” (Frase detta da una ragazza che ha abbordato Telese nella hall del Brufani nell’anno di grazia 2010, se non vado errando).

7 – La raccomandazione. Un sempreverde, adatto a tutte le stagioni. Ottimo mezzo per assunzione specie negli uffici stampa di partiti, sindacati e associazioni, parastatali e non. Insomma in qualsiasi posto dove non serve far vedere il vostro cv. Basta un amico e siete sistemati. La raccomandazione è utilissima anche in Rai (allegati anche punti 1 e 2) dove per uno strano e perverso meccanismo non puoi prendere neanche un contratto di consulenza (600 euro al mese) se prima non hai lavorato in Rai. Domanda: ma se uno non ha mai lavorato in Rai come fa a lavorare per la prima volta in Rai?

La risposta è la R-A-C-C-O-M-A-N-D-A-Z-I-O-N-E. Con quella saltate la questione del ‘primo utilizzo’ e diabolici codicilli. Tiratela fuori al momento giusto o finirete in prigione senza passare dal via. Un giorno potreste finire citati da Gad Lerner durante il tg mentre  denuncia un caso di raccomandazione (la raccomandata era Marilù Lucrezio precaria a Unomattina. qui la sua triste storia). Ma non vi preoccupate. Tanto gli italiani hanno la memoria corta, il posto non perderete e anzi vi promuoveranno. That’s Italy guys!

8 – Il mozzarellaro. Se non avete tutti questi pregi, vi rimangono le scelte minori. Una di queste è la peregrinazione continua di redazione in redazione dispensando prodotti della vostra terra, regalini, dolcetti. Magari con un carrellino. A molti redattori è regalo gradito la mozzarella di Bufala (quella da mezzo chilo) dop e salumi. Con questo metodo si rimediano collaborazioni.

Se seguite  una o più di queste dritte, ce la potreste  fare.

Il resto è mancia. ovviamente questo è un estratto. Per chi volesse avere in mano il cofanetto con due cd vuoti e una raccomandazione allegata, il prezzo è di 499,99 euro pagabili comodamente in contanti ammiocugino che vi porterà a casa questi scrigni di sapienza spicciola.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :