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Vanadium - I paladini del metal italico

Creato il 07 agosto 2011 da Lesto82

LO SPELEOLOGO

 

di NICOLAS ICARDI

 

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Influenzati dall'hard-rock classico inglese di Deep Purple, Black Sabbath e Rainbow, ma senza perdere di vista la New Wave of British Heavy Metal dei vari Iron Maiden e Motorhead, i milanesi Vanadium sono stati senza dubbio il più importante gruppo italiano di area matal, oltre che il primo a pubblicare un disco. La formazione iniziale era composta da Pino Scotto alla voce, Carlo Asquini alla chitarra, Mimmo Prantera al basso, Ruggero Zanolini alle tastiere e Lio Mascheroni alla batteria. Il 1982 è l'anno d'uscita del primo disco, "Metal Rock", che suscitò la curiosità sia dei giovani che della critica per lo stile originale e per le capacità tecniche dei musicisti e dell'estensione vocale di Pino Scotto. La band presentò un hard rock stile anni 70', con delle influenze rock-blues e una prima forma, che si accentuerà nei seguenti album, del metal. Il 1983 è un anno importante per il metal italico: si svolge il leggendario Festival di Certaldo, il primo del genere in Italia, cui parteciparono i principali esponenti della scena metal italiana ed uscì il secondo album dei Vanadium "A Race with the Devil" che vede un potente indurimento del suono da parte della band, che qui per la prima volta presenta la formazione classica, che si manterrà inalterata sino allo scioglimento nel 1990: dopo la dipartita di Carlo Asquini, fu arruolato alla chitarra il grande Stefano Tessarin. Il suono dell'album, rispetto a quello del predecessore, è senz'altro più heavy, ma lo stile è ancora influenzato ampiamente dall'hard rock degli anni 70. L'inglese approssimativo dei testi è qualcosa su cui possiamo sorvolare, ma dobbiamo ammettere senza timore che il disco è all'altezza di ben più blasonati gruppi esteri. L'anno successivo è la volta dell'album "Game Over"(1984). In questo album si nota un sound ancora piu' duro, dimostrandosi in alcuni casi anche piuttosto grezzo e ruvido.

Il songwriting e' migliorato, il sound che ci presenta la band e' incentrato sullo stampo hard-rock-metal, tipico degli anni 80', e le otto canzoni si mantengono su livelli alti. Nel 1985 esce una gemma da collezione, il primo disco live di un gruppo heavy metal italiano, "Live On Streets Of Danger" dei Vanadium registrato in Francia. Se già con i precedenti album la band milanese aveva dimostrato ampiamente le proprie capacità, ottenendo una fama impensabile dentro e fuori dai nostri confini, è grazie al successivo "Born To Fight"(1986) che la band entra definitivamente nella "leggenda". Registrato sotto l’egida del producer Lou Austin (responsabile della resa sonora degli album di Deep Purple, Queen e Judas Priest) ai Ridge Farm Studios di Londra, il quintetto meneghino realizza, per la prima volta nella sua lunga e gloriosa carriera, un album in terra britannica. Anche a distanza di anni questo album continua a stupire per la potenza e l’energia in esso contenute e rappresenta, ad oggi, uno degli episodi di punta dell’hard-rock nazionale.. La produzione del disco successivo "Corruption of Innocence"(1987) è affidata al celebre Jim Faraci, producer già dei Poison e Guns N’ Roses. Tuttavia il lavoro di Faraci, seppur di ottimo livello, non si dimostra all’ altezza della sua fama mondiale. Nonostante ciò, il sound appare sicuramente più limpido e sgargiante rispetto ai precedenti lavori, dove si riscontrava ancora un suono molto legato alla tradizione dei seventies, risulta comunque un buon album fresco e immediato anche se non al livello dei precedenti. Dopo il brusco colpo subito in seguito al fallimento della casa discografica Durium, la band milanese riesce a trovare la forza di riprendersi e si affaccia nuovamente a testa alta sulla scena rock italiana ed internazionale con l'album "Seventheaven"(1989). Con la consueta audacia e la voglia di mettersi in discussione che da sempre li ha contraddistinti, i cinque musicisti confezionano un ottimo album, caratterizzato da melodie dolci ed accattivanti ma anche da un energia ed una vitalità inarrivabili. Grazie anche all’impeccabile lavoro di registrazione effettuato dal producer Guy Bidmead (Motorhead, Tina Turner), le coordinate musicali di “Seventheaven” si spostano in maniera decisa sul versante Hard-Rock melodico dimostrando la capacità dei Vanadium di incorporare nella loro proposta sonorità di stampo diverso, senza per questo stravolgere o svilire la loro inconfondibile matrice sonora. Nonostante il solido seguito creatosi negli anni, grazie anche all'affermazione del metal come genere non più soltanto di nicchia, la band decide di sciogliersi nel 1990, forse perchè ai riscontri ottenuti in patria non hanno fatto seguito risultati altrettanto incoraggianti all'estero. Tornano nel 1995 per una breve reunion con l'album "Nel Cuore Del Caos"(1995). Per la prima volta nella loro lunga carriera i Vanadium decidono di optare per un cantato in italiano, viene fuori un album forte, emozionale, dotato di una carica e di un’energia uniche. Il disco riscuote un mediocre successo commerciale e, dopo un lungo tour, la band si scioglie di nuovo e definitivamente. Dalle ceneri dei Vanadium nasceranno diverse band formate dai vari componenti.
Dalla loro discografia vi propongo 4 pezzi:
"On Fire" da "Metal Rock"(1982), l'intro di basso e i riff irresistibili di Zanolini e Prantera sono molto efficaci, rendendo il pezzo abbastanza coinvolgente sin dalle prime battute, mentre Pino continua a cantare a pieni polmoni. E' una delle tracce più belle dell'album.
"Don't Be Looking Back" da "A Race with the Devil"(1983), il pezzo è un susseguirsi di arpeggi delicati e scariche di heavy, una ballad che non ha niente da invidiare a quelle delle coeve band estere, creando un "capolavoro" nel quale la voce sofferta del singer raggiunge altissimi livelli di pathos.
"Streets Of Danger" da "Game Over"(1984), e' un classico della band, che darà il titolo anche al mitico live registrato in Francia, dotato di pura energia, velocità, con la magica prestazione vocale di Pino e di tutta la band, che renderà questo brano un ottimo successo.

“I Was Born to Rock” da "Born to Flight"(1986), traccia che rappresenta il manifesto dell’album stesso e che diventerà una delle song simbolo dei Vanadium. Scatenata nel ritornello e tagliente nel suo riffing, rappresenta un’evidente dichiarazione d’amore per il rock'n’roll.

 

ON FIRE - 1982

 

 

DON'T BE LOOKING BACK - 1983

 

 

STREETS OF DANGER - 1984

 

 

I WAS BORN TO ROCK - 1986

 

A DOMENICA PROSSIMA...

 


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