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Veregra Street all'ospedale vecchio. Per ora solo un sogno

Creato il 14 maggio 2013 da Laperonza

 

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Manca davvero poco a Veregra Street 2013, poco più di un mese. Ma l’ospedale vecchio ancora è in alto mare. I lavori procedono a singhiozzo, ultimamente non si sono più visti i due cantieri lavorare in contemporanea, e il progetto apprezzabile del Sindaco di fare dell’antico convento agostiniano la cornice per spettacoli ed eventi nel corso del festival degli artisti di strada appare sempre più irrealizzabile.

La spiegazione ufficiale, almeno per quel che riguarda il rallentamento dei lavori da parte della ditta appaltatrice del contratto col Comune, è che, a seguito del cedimento della volta di una cavità sotterranea che insiste parzialmente sotto via Solferino, quindi lungo l’unico accesso carrabile alla porzione di centro storico interessata ai lavori, ha reso pericoloso il transito dei mezzi pesanti e, quindi, estremamente difficoltosa la prosecuzione dei lavori. Ma la spiegazione lascia qualche dubbio.

Infatti, la ditta che lavora per l’Erap, quindi pochi metri più in basso, nei giorni scorsi ha lavorato ed è passata con i suoi mezzi che certo leggeri non sono. Un grosso camion di proprietà di un rottamatore di veicoli, ha addirittura parcheggiato proprio sul punto in cui la grotta dovrebbe aver ceduto per caricare e portare via una vettura incendiata (di cui abbiamo parlato qualche tempo fa). Il mistero si infittisce, poi, pensando alla transenna che inizialmente era comparsa per chiudere al transito veicolare di ogni tipo la strada e che poi è stata appoggiata di lato e lì è rimasta, senza che chi passa sappia se effettivamente sta rischiando qualcosa oppure no. Insomma, la strada sembra sicura, non sappiamo se in realtà lo sia, ma quel che sappiamo è che i lavori sono fermi e non sembra che l’unico motivo sia la grotta crollata.

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Un vero peccato: portare Veregra Street all’interno del paese vecchio, nel suo cuore, al centro del centro, sarebbe un’iniziativa lodevolissima, una cosa per cui personalmente lotto da anni pressochè inascoltato, un gesto di considerazione per la questione “centro storico”, un segnale importante, una potenziale inversione di tendenza. Invece, a quanto pare, anche per quest’anno ci dobbiamo rassegnare. D’altra parte la presenza del cantiere rende impossibile l’utilizzo anche di spazi che, talvolta, negli scorsi anni, sono stati impegnati per locande e piccoli spettacoli, come ad esempio il giardinetto di piazzale Leopardi che, oggi, ospita un deposito di materiali edili relativi al cantiere dell’ospedale vecchio.

Speriamo nell’anno prossimo, a questo punto, augurandoci che i problemi che rallentano o fermano i lavori si risolvano presto e che si ricominci a lavorare alacremente in modo da liberare il quartiere di tutti i disagi legati al cantiere e di poter finalmente pensare a come utilizzare in maniera proficua per tutta la cittadinanza quella porzione dell’antico fabbricato che non sarà destinata a residenza popolare.

Luca Craia


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