Vi ricordate il "foglio excel" della Germania dal titolo "riskien vs. beneficien di rimanere dell'Eurozonen"?

Creato il 13 agosto 2012 da Beatotrader
Mentre il nostro "debitone" pubblico in giugno ha toccato un nuovo RECORD...
Italia: Il debito Pubblico a giugno è aumentato di 6,6 miliardi rispetto a maggio con un nuovo massimo storico pari a 1.972,9 (Bankitalia)
vediamo di tornare a riflettere su un'ipotesi assai rilevante per il futuro dell'Euro.
Vi ricordate il "foglio excel" della Germania dal titolo "riskien vs. beneficien di rimanere dell'Eurozonen" ?
Ebbi l'occasione di sbirciarlo in esclusiva :-)
e ve ne parlai 2 mesi e mezzo fa nel mio post:
ESCLUSIVA: ho potuto sbirciare nel "foglio excel" della Germania dal titolo "riskien vs. beneficien di rimanere dell'Eurozonen"...
ed a seguire una serie di mie originali considerazioni in merito:
Tentiamo di andare OLTRE alle solite "cazzate vittimistiche" sulla "Cermania"...(DA NON PERDERE)
cercando di andare oltre ai miti da Bar Sport del tipo "se noi italiani non compriamo più BMW, per i Crucchi sono dolori"....
Ebbene...le mie "strampalate" ipotesi che vi anticipai solo&soletto
man mano stanno diventando di dominio comune....
La Germania è sempre meno dipendente dall'Eurozona e si sta espandendo sempre più nell'area extra-UE (Volkswagen docet...)
ergo....
sta vacillando sempre di più la sua crucca volontà di tenere in piedi l'euro-così-com'è, parando il culetto ai PIIGS....
Come dicevamo..."riskien vs. beneficien di rimanere dell'Eurozonen"....
pertanto, alla fine della fiera, potrebbe essere la Germania ad uscire dall'Euro
o comunque a considerare sempre meno "conveniente" salvare Spagna&affini
Lo Statistisches Bundesamt pubblica i dati sul commercio estero del primo semestre. 
A sorpresa scopriamo che la bilancia commerciale con l’Eurozona è quasi in pareggio e le esportazioni verso i paesi della moneta unica rappresentano ormai solo il 38.5% del totale. 
Fortissima crescita delle esportazioni verso i paesi extra EU.  Restano intatti i giganteschi avanzi commerciali....

Anche l'Economist ci ragiona sopra, uscendo con una significativa copertina....
German Chancellor Merkel Might Not Be Able To Resist Breaking Up The Euro
by The Economist

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E la tendenza della Germania a dipendere
sempre di più dai mercati Extra-UE 
e sempre di meno dall'Eurozona  si può vedere bene anche QUI:
Querschuesse.de pubblica un riepilogo con le tendenze dell'export tedesco: i commerci con il resto dell'Eurozona stanno perdendo importanza mentre quelli con i paesi non EU sono in pieno boom. A Berlino qualcuno forse si sta già chiedendo se vale davvero la pena rinunciare ad una parte della sovranità per tenere in piedi l'Eurozona.
.....Come comunicato dall'ufficio statistico, nel giugno 2012 le esportazioni di beni e merci sono cresciute del +7.4% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente ed hanno raggiunto i 94.618 miliardi di Euro, dopo i 92.7 miliardi del mese precedente e rispetto agli 88.14 miliardi dello stesso mese del 2011. Il volume record di export è stato raggiunto in marzo 2012 con 98.759 miliardi di Euro. Il modello economico tedesco basato sull'export resta ancora molto forte, nonostante la crisi nei paesi del sud Europa.
.........Nonostante ciò la quota di export diretta verso l'Eurozona è scesa ancora.

Percentuale dell'export tedesco diretto verso l'Eurozona in rapporto all'export complessivo.


Nel grafico lo sviluppo dell'export nell'Eurozona rispetto al totale delle esportazioni dal gennaio 1991 fino al giugno 2012. I dati mostrano chiaramente che prima dell'introduzione dell'Euro la quota di export tedesco diretto verso la zona Euro era perfino superiore a quella successiva all'introduzione dell'Euro.
La dinamica delle esportazioni si è poi sviluppata verso i paesi al di fuori dell'EU a 27 e questo ha compensato fino ad oggi la debolezza della zona Euro.

Export tedesco verso i paesi del Non EU (paesi terzi) in miliardi di Euro.


Nel grafico l'export tedesco verso i paesi terzi (Non EU) in miliardi di Euro dal 1993 fino al 2012. Nel giugno 2012 il volume dell'export è salito fino ai 41.1 miliardi di Euro, dopo i 39.11 miliardi di Euro del mese precedente e a confronto con i 34.3 miliardi di Euro dello stesso mese dell'anno precedente (+19.9%). ...........
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