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Villa Polverino, da bunker a scuola

Creato il 09 maggio 2014 da Makinsud

Nei giorni scorsi è stato eseguito il sopralluogo della villa bunker sequestrata al boss camorrista, Giuseppe Polverino soprannominato “Peppe o’Barone”, arrestato lo scorso 2012 e considerato tra i cento latitanti più pericolosi. Al momento del suo arresto è stato inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata della zona di Marano, in provincia di Napoli.

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A ciò sono seguiti numerosi arresti, che hanno contribuito ad indebolire il clan, e la confisca di svariati beni immobili per un valore che ammonta a 27 milioni di euro, tra cui la villa bunker di Giuseppe Polverino. Oggi, l’immobile che è stato l’abitazione e il nascondiglio del latitante per molto tempo, situata in via Marano-Pianura, sarà destinata a diventare una struttura pubblica, nello specifico una scuola per i bambini di Marano. Si tratta di un importante progetto di carattere sociale che coinvolgerà positivamente la comunità di Marano, che vedrà una speranza in più per il futuro dei propri figli. A seguito dei sopralluoghi svolti da parte dei rappresentanti del Miur, Ministero Istruzione Università e Ricerca, dall’agenzia nazionale dei beni confiscati e dai rappresentanti del comune di Marano, sta prendendo il via la ricerca per i finanziamenti da destinare alla ristrutturazione dell’opera architettonica, affinché possa essere adibita ad istituto d’istruzione. Tuttavia parte dei finanziamenti dovrebbe già essere disponibile da parte di alcuni enti pubblici come il Governo, il Ministero o la Regione. Questo dovrebbe far sperare positivamente nella trasformazione dell’ex abitazione del camorrista in struttura pubblica d’istruzione, ma per raggiungere questo importante obiettivo occorrono altri finanziamenti trattandosi di un immobile molto grande.

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Infatti la villa bunker si sviluppa su due piani ed è dotata di un’ampia porzione di terreno per un totale di 5 mila metri quadrati. L’abitazione è dotata di un ampio camino nei locali interni, appartamenti, garage, cantine e depandance, mentre all’esterno la circondano 20 mila metri quadrati di terreni agricoli. Insomma la tipica abitazione del boss, le cui dimensioni rivelano il ruolo di capo che occupava Polverino all’interno del sistema criminale dell’area di Marano. Viste le premesse positive si spera che l’immobile possa diventare al più presto una scuola, superando tutti i possibili ostacoli burocratici o finanziari, affinché possa costituire un significativo esempio di trionfo della giustizia sulla criminalità organizzata. Tale vittoria assumerebbe un’importanza rilevante in quanto i beni sequestrati sono stati il frutto di crimini e sangue, pertanto diventa fondamentale destinarli a scopi di utilità sociale.


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