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“Vita relazionale ordinaria”

Creato il 02 agosto 2010 da Malvino

Luca Massaro ritiene bizzarro, forse assurdo, sostenere che nella scrittura privata vi sia “infinita libertà” (come ho più volte sostenuto) e (con Giulio Mozzi) dice che la scrittura è (non può che essere, dev’essere) pratica relazionale – corrispondenza – tanto più libera quanto più libero è l’uomo che non si sottrae alla “vita relazionale ordinaria”, quel mercato che fa ricchi tutti, eccetera. Non vorrei sembrare scortese, ma rimango della mia opinione: la scrittura pubblica non è mai più libera di quella privata, perché una pagina non è sollecitata a trovare relazione se scritta per rimanere privata. Andare al mercato, cercare relazione, trovare corrispondenza del tipo gradito, sforzarsi di mantenerla e accrescerla – non sarà una schiavitù, ma è un bel peso. Cercare di piacere al lettore (o di fargli altro effetto desiderato) toglie libertà alla scrittura: le darà altro, senza dubbio, ma non la libertà. Ci si muove con disinvoltura solo in privato, se nudi: quando si è disinvolti in pubblico, la nudità è coperta almeno dalla posa ritenuta migliore.Mai veramente nuda, mai veramente gratuita, la scrittura pubblica. Che dà le sue soddisfazioni, non v’è dubbio, ma chiede sempre troppo. Quanta scrittura s’è corrotta inseguendo soddisfazioni diverse da quella di dar forma ai propri pensieri, finendo per corrompere anche quelli.

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