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Vittima di stupro a cinque anni. Chi è responsabile alzi la mano

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Vittima di stupro a cinque anni. Chi è responsabile alzi la mano.

copyright: giulia, unaltrogeneredicomunicazione

Avrete visto anche voi  comparire sui giornali una notizia terribile, quel genere di notizia che vorremmo proprio non leggere, far finta che non esista: l’ennesimo stupro, ma la vittima ha 5 anni e i carnefici sono un gruppo di quindicenni, come vedete dai primi giornali che ne parlano qui e qui.

Più volte dalle pagine di questo blog siamo state  attaccata perché abbiamo parlato della cultura e mentalità sessista e violenta diffusa nel nostro paese.  Più volte da qui abbiamo sottolineato l’ importanza dell’educazione sessuale e di educazione tout court di cui prime responsabili sono le famiglie  e la scuola.  Abbiamo sottolineato che erotizzare l’infanzia in campagne pubblicitarie, media in generale, nel campo della moda, è un fatto grave, gravissimo, pericolosamente diffuso e che si tratta di un fenomeno che genera immaginari di vera e propria pedofilia in cui il bambino, privato della sua infanzia, viene dipinto come un adulto.

Molti sono dell’idea che l’educazione sessuale nelle scuole non serva; molti mi hanno scritto che servono gli esperti perché ci sono già le famiglie;  bastano loro, i genitori.

Ma dobbiamo guardare la realtà in faccia.  Dai primi commenti dei giornali il contesto di questo orribile abuso che ha segnato la giovane vittima indelebilmente sembra essere un quadro di provincia in cui  alcune famiglie umili vivono perse nel degrado e nell’ignoranza. Se questi ragazzi non hanno famiglie in grado di supportarli ed educarli vuol dire che vengono lasciati soli.

Lo stato non può fare finta di nulla, come non possiamo fare finta di nulla noi; il perbenismo dei politici e del Vaticano, il loro desiderio di non parlare di argomenti legati alla sfera sessuale perché scomodi o non in linea con i loro principi è una vergogna che, secondo il mio modesto parere,  non possiamo più accettare. Tutto questo moralismo impedisce che in Italia si prenda in mano veramente il problema dell’educazione sessuale e dell’educazione alla non violenza (nei confronti di bambini, donne, gay e trans) è  un enorme ostacolo alla consapevolezza e sicurezza dei cittadini, anche e soprattutto dei più giovani.

Se dei quindicenni, quindi dei minori, compiono un reato di questo genere la responsabilità è dei loro genitori, degli esempi che hanno (o non hanno) in famiglia, ma è anche una responsabilità collettiva. Hanno quindici anni, un anno o due in meno dei ragazzini che poche settimane fa hanno stuprato una quindicenne al Lido di Fano. Si tratta di ragazzini con corpi in cui la sessualità inizia a fiorire ed emergere come una novità e priorità. Sono corpi di giovani uomini con teste (nel senso di conoscenze ed esperienze) da bambino. E accanto, come supporto e come controllo, dovrebbero esserci degli adulti che li aiutino a fiorire, intellettualmente e fisicamente, nel rispetto di se stessi e degli altri.

E evidente che in casi come questi, la famiglia, la scuola, lo stato o non sono presenti a fornire una scala di valori o non sono all’altezza. Credo davvero che quello che è successo a questa bimba riguardi tutti noi e richieda veramente un enorme impegno collettivo.

E’ evidente che quando lo IAP prende in considerazione le nostre segnalazioni dovrebbe tenere conto anche del contesto socio-culturale in cui viviamo. La diffusione di immagini eccitanti ed erotizzanti presenti ovunque nel nostro territorio, senza filtro alcuno, è un fatto grave che ha un peso. Se la  TV  ad ogni ora trasmette immagini di dubbia eticità dove tette e culi sono onnipresenti, anche questo ha un peso enorme.

E’ inoltre evidente anche che lo Stato dovrebbe fornire delle strutture, anziché chiuderle guardate (a proposito guardate qui ….vergogna!!)

Credo sia davvero tutto collegato, li vedo come tasselli di un enorme mosaico. Voi cosa ne pensate?

Ma i giornali imperterriti continuano  mostrarci come cresce bene la figlia di Michelle Hunziker, come sono carine le ragazzine che vanno ai concorsi di bellezza (quasi tutte minorenni, ancora bambine), e mentre il nostro premier è indagato per prostituzione minorile, nelle pubblicità compaiono bimbe truccate ed erotizzate, , le città sono tappezzate di enormi culi-calendario parlanti,  e certi panorami urbani si presentano quindi proprio come un’invasione.

Dell’allarme pedofilia, di cui scrisse Mary qui,   se ne parla o i giornali sono troppo occupati a raccontarci la prova costume e i problemi coniugali di Alberto di Monaco?

E accanto alla notizia dello stupro di Taranto e alla notizia della sedicenne pachistana che ha tentato di sciogliersi nell’acido perché contraria al matrimonio combinato dalla sua famiglia, vediamo che Repubblica  pubblica il jogging quotidiano di Pippa Middleton (con tanto di idiota e disgustoso commento sulle sue forme) e una bella notiziola tanto interessante sul sexy car washing a Mosca (non vi metto i link, mi disgustano).

Non scriveteci più che dobbiamo rilassarci e che siamo delle esagitate. A questo punto della storia chi non si indigna e chi non manifesta chiaramente e concretamente  un forte desiderio di cambiamento, diventa complice. E’ una legge di antica tradizione e si chiama Silenzio Assenso.


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