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Vittorie elettorali di carta

Creato il 04 giugno 2015 da Rosebudgiornalismo @RosebudGiornali
cartadi Franco Luceri. Se ce la fate ad immaginare il livello di potere finto di un miliardario fallito, che per non deprimersi si trastulla con una collezione di figurine in mancanza di contanti; siete già attrezzati per ridere a crepapelle dei candidati politici, che vedendo il loro mucchio di voti crescere più di quello degli avversari, festeggiano sentendosi già potenti e vincenti.

Si, la vittoria cartacea. Sta proprio là la democratica truffa italiana a vantaggio degli eletti e a danno degli elettori. Basta superare gli avversari nella corsa a l’accaparramento della poltrona e relativo lauto compenso; e quella è l’unica occasione di tutta la legislatura per dirsi potenti e vincenti, in un Paese che sprofonda ininterrottamente da sette decenni, nelle sabbie mobili dell’ingiustizia sociale, dell’anarchia e ora pure della povertà.

Se nello sfoglio delle schede elettorali un politico non trovasse il giusto malloppo di consensi per dirsi vincente; dovrebbe aspettare le successive elezioni per tentare il colpaccio di una vittoria cartacea truffa, che lo illuda per l’intera legislatura di essere lui il vero potente, anche se gli toccherà uscire ogni giorno come un cane bastonato nella vera guerra ai veri nemici immortali di qualunque popolo: istruzione, informazione, lavoro, salute, sicurezza, povertà e futuro improbabile.

Perché contro quei nemici, possono marciare compatti tutti gli eserciti e i generali della cultura, politica e mercato del pianeta, e alla fine fregiarsi in massa, dell’unica, gigantesca, comune vittoria: “il buco ne l’acqua“.

In Italia, i nobili culi che abbiamo alternato sulle poltrone del potere politico, li abbiamo arruolati da tutte le direzioni possibili, con tutte le competenze e il prestigio mondiale immaginabile: persino uno che dovevamo lavarci e sciacquarci la bocca prima di osare nominarlo: il dott, prof, sen. Premier, Mario Monti, (in sostituzione di Berlusconi) e pure la sua vincente politica, ci ha lasciato una tale ricchezza di cerchi concentrici del suo accademico buco ne l’acqua, che a colmarlo di tasse non ci basterà l’intero popolo dei contribuenti italiani fino a fine secolo.

Quindi, per darci un taglio alla truffa politico culturale italiana fatta da sette decenni di vittorie cartacee nel chiuso delle cabine elettorali, dovremmo impedire a politici e giornalisti, di usare le parole “vincitori e sconfitti“, mentre stanno ancora giocando con le “figurine elettorali”, e sul fronte di guerra dei problemi sociali reali da combattere, non ci sono ancora arrivati manco con la fantasia.

Altrimenti saprebbero che la politica impatta regolarmente come un ubriaco a l’uscita da l’osteria contro un palo della luce, se continua a scimmiottare la giustizia combattendo gli uomini, anziché i problemi apocalittici: l’istruzione che ormai serve solo a garantire disoccupazione o emigrazione, il lavoro che evapora come alcool in una bottiglia aperta, la malattia che vince sulla salute, il rischio sulla sicurezza, l’emergenza sul futuro, la perdita su l’onesto guadagno, la fame sul benessere. Insomma, il PIL calante, il debito pubblico crescente e l’immigrazione inarrestabile sono il vero nemico, contro cui le schede elettorali sono armi giocattolo.

Altro che “vincitori”. Contare voti, ormai si è ridotto a gioco innocuo per bambini scemi, perché solo a quel livello di tragica immaturità intellettuale, politica, giudica e finanziaria si può pensare di debellare un problema vero, spacciando per nemico, un avversario finto, per evitare di uscire con le ossa rotte, contro i nemici invincibili dell’Occidente.

Contro il Berlusconi nemico italiano per eccellenza, hanno marciato e sparato compatti, di rincalzo ai PM, tutti gli eserciti giornalistici, burocratici, sindacali, finanziari e politici disponibili; “ma è come avessero combattuto un virus con gli antibiotici: hanno dato fondo a tutte le scorte di farmaci giudiziari disponibili, ma il “virus Berlusconi è diventato antibiotico resistente”.

Perché non c’è niente di più idiota al mondo di un politico che si illude di far politica scimmiottando il giudice; ma truffa l’intero popolo che lo ha eletto e lo paga per essere liberato dai problemi con le vere soluzioni, non per moltiplicare gli illeciti moltiplicando le catastrofi socio-economiche che in Italia già affliggono venti milioni di poveri, e la povertà sta sconfinando pure nella classe media.

Tre millenni di filosofia, guerre di religione, due guerre mondiali contro tre assassini nemici dell’Umanità, Stalin, Mussolini e Hitler, e qual è il risultato: il manicomio mondiale è senza recinzioni. I politici non hanno ancora capito, che a differenza dei giudici, non hanno nemici in carne ed ossa da combattere, ma problemi assassini da rendere inoffensivi a colpi di soluzioni, se sono capaci.

Perché nessun popolo può rinunciare alle leggi e alla magistratura per combattere singoli crimini. Ma se scimmiottando i giudici, i giornalisti e i politici pensano di fare politica combattendo gli uomini, anziché i complessi problemi nazionali o mondiali spacca cervello che sono la conseguenza di milioni o miliardi di errori e di crimini, colposi e dolosi di intere classi sociali, quel popolo ha un tragico presente e un improbabile futuro.

E’ sempre cosa buona e giusta che un politico denunci alla magistratura un crimine di cui è a conoscenza. Ma se si intesta come proprie vittorie contro i problemi nazionali, le vittorie del PM contro singoli criminali, è un poveraccio, che terrorizzato dai problemi reali del Paese, combatte la guerra delle parole contro gli avversari finti, per non mostrarsi disarmato di soluzioni contro i problemi veri.


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