Vasco vive bene, noi niente
«Oggigiorno si può scegliere proprio tra "vivere o niente", è l'alternativa reale per i giovani», spiega il noto critico musicale marxista, Rolling Balls Internazionale.«Si tratta di una triste alternativa addirittura peggiore di quella tra vivere o morire, alla quale devono fare fronte, comunque, vari strati della popolazione mondiale».«Anche se molti fra i lettori non saranno d'accordo, sono costretto a dire .che Vasco non è Dio e ve lo riassumo mettendo insieme titoli dell'ultimo disco "Eh... già, vivere non è facile, vivere o niente". Tali dimostrazioni sgrammaticate di qualunquismo hanno, però, il pregio di riassumere l'attuale dicotomia tra chi vive e chi non ha niente: tra il giovane figlio di un politico ed un giovane precario qualsiasi, tra un vecchio rocker adorato da tutti ed i membri di piccole band emergenti con molto da dire, tra chi fa parte del mondo dell'entertainment e chi lo ammira (forse perché non ha niente di meglio da fare)».La replica del Blasco non si è fatta attendere: «I critici musicali ed i comuni cittadini ne devono mangiare di polenta per potersi confrontare con me, che di vita e vivere ne so tanto da poterci scrivere parecchie canzoni quasi identiche tra di loro».Magazine Cultura
La pubblicazione del nuovo disco di Vasco Rossi ha portato con sé innumerevoli polemiche per il suo titolo dai toni molto evocativi: "Vivere o niente".

