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"Voce di uno che grida nel deserto"

Creato il 08 dicembre 2012 da Jet @lucecolore

9 dicembre 2012

2° DOMENICA DI AVVENTO ANNO C
Antifona d'Ingresso Cf Is 30,19.30Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli
e farà sentire la sua voce potente
per la gioia del vostro cuore.

CollettaDio grande e misericordioso, fa' che il nostro impegno nel mondo non ci ostacoli nel cammino verso il tuo Figlio, ma la sapienza che viene dal cielo ci guidi alla comunione con Cristo, nostro Salvatore. Egli è Dio...

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima Lettura Bar 5,1-9Dio mostrerà il tuo splendore ad ogni creatura.Dal libro del profeta Baruc Deponi, o Gerusalemme, la veste del lutto e dell'afflizione,
rivestiti dello splendore della gloria che ti viene da Dio per sempre.
Avvolgiti nel manto della giustizia di Dio,
metti sul tuo capo il diadema di gloria dell'Eterno,
perché Dio mostrerà il tuo splendore a ogni creatura sotto il cielo.
Sarai chiamata da Dio per sempre:
«Pace di giustizia» e «Gloria di pietà».
Sorgi, o Gerusalemme, sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti,
dal tramonto del sole fino al suo sorgere,
alla parola del Santo, esultanti per il ricordo di Dio.
Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici;
ora Dio te li riconduce in trionfo come sopra un trono regale.
Poiché Dio ha deciso di spianare
ogni alta montagna e le rupi perenni,
di colmare le valli livellando il terreno,
perché Israele proceda sicuro sotto la gloria di Dio.
Anche le selve e ogni albero odoroso
hanno fatto ombra a Israele per comando di Dio.
Perché Dio ricondurrà Israele con gioia alla luce della sua gloria,
con la misericordia e la giustizia che vengono da lui.
- Parola di Dio
Salmo Responsoriale Dal Salmo 125
Rit. : Grandi cose ha fatto il Signore per noi.

Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion, ci sembrava di sognare. Allora la nostra bocca si riempì di sorriso, la nostra lingua di gioia. - Rit.
Allora si diceva tra le genti: «Il Signore ha fatto grandi cose per loro». Grandi cose ha fatto il Signore per noi: eravamo pieni di gioia. - Rit.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte. come i torrenti del Negheb. Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. - Rit.
Nell'andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare, ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni. - Rit.
Seconda Lettura Fil 1,4-6,8-11State integri e irreprensibili per il giorno di Cristo.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell'amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere integri e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di quel frutto di giustizia che si ottiene per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.
- Parola di Dio

Vangelo Lc 3,1-6

Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!.
Dal vangelo secondo Luca Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesa­re, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!».
- Parola del Signore
RIFLESSIONE SULLA PAROLA
  • Il punto di partenza della nostra riflessione sulla Parola di stasera è suggerito dal fatto di indicare Giovanni come il profeta.
Una prima riflessione è per recuperare un punto importante: la profezia non è mestiere di un indovino e quindi non è atto di scoperta del futuro, ma significa parlare in nome di Dio, essere portatori del suo messaggio e essere condotti a scoprire la presenza di Dio che salva nella storia. Il profeta è un uomo radicato profondamente nel suo presente, di cui coglie le contraddizione e soprattutto i punti positivi per ridare speranza. Le letture di oggi sono al riguardo stupende. La prima lettura, il salmo e il Vangelo sono tesi a dire che, ciò che avviene oggi e che sembra essere così tremendo, contiene l’opera di Dio che salva, che porta avanti la storia nell’alternanza tra il pianto e la gioia. Il profeta, in nome di Dio, ci aiuta a scoprire il positivo della storia, ciò che sta maturando dentro i contrasti, le difficoltà, le lotte; e ci dice: 'coraggio, vai avanti!' Perché? Dio è fedele alla sua promessa e la realizza. È talmente grande questa promessa da non poter essere rivelata in un solo attimo: è una luce che accompagna tutto il cammino dell’umanità. Qui allora si evidenzia un secondo elemento: il profeta è al servizio della rivelazione di Dio, anche per i più lontani, per i non credenti, a cui Dio pensa e che vuole raggiungere non con atteggiamento di conquista, ma come realizzazione e comunicazione della sua salvezza e comunione. La comprensione delle letture cresce anche per una terza osservazione: la Parola profetica lavora nel movimento che sottende alla promessa e alla sua realizzazione. Questo lo cogliamo chiaramente nelle letture di oggi. La prima lettura, di Baruc, rinnova la promessa di Dio di salvare l’umanità; il concetto è ripreso da Isaia e il Vangelo a sua volta riprende Isaia. Immaginate e pensate alla condotta elettrica formata da tanti pilastri a sostegno dei fili che portano ovunque la corrente. Così la profezia ci indica come Dio oggi realizza il suo progetto. La promessa lentamente diventa realtà. Ciò ci fa capire perché siamo implicati anche noi in questo movimento: ci arriva un messaggio e da noi deve ripartire. Siamo chiamati ad annunciare, vivendo con docilità questo movimento. La storia della salvezza, la storia letta alla luce dello Spirito ci coinvolge e ci chiede come noi viviamo tutto questo. Dio lavora perché noi possiamo vivere la Parola e perché la nostra famiglia ne sia illuminata; così la comunità, la parrocchia, i popoli, le nazioni, l’universo intero. Non c’è da meravigliarsi quando apriamo la Bibbia e ci troviamo di fronte ad un orizzonte infinito in cui anche noi siamo inseriti: siamo una briciola del tutto. La corrente di amore, di fede, di speranza, di servizio, incarna l’opera di Dio.
  • Portiamo l’attenzione ora sul testo di Luca, testo molto interessante ed educativo.
Luca è l’evangelista più attento alla storia, preoccupato di cogliere gli avvenimenti e di testimoniarli. È l’evangelista che ha fatto seguito a San Paolo e all’esperienza del travaglio delle comunità. Vediamo come Luca precisa la data, i governatori, il potere politico allora dominante in Palestina. Lo ricorda per dire e dare concretezza all’annuncio. Dio lavora in uno spazio, in un luogo definito, con determinate persone. Questo è il senso delle citazioni. Nel deserto appare in un certo tempo una figura di cui non si conosce nulla se non da Luca stesso. Battista è un vero profeta perché dice: guardate cosa Dio ha fatto e sta facendo! Il Battista annuncia qualcosa di più importante: la salvezza è arrivata, e ogni persona è chiamata ad accogliere il dono di Dio. Battista è quindi uno, di quei pilastri, che porta i fili della rivelazione e la trasmette con toni particolari e vitali. Prima nota : la fede nell’azione di Dio. Dio sta operando, e fa conoscere il suo lavoro attraverso una persona senza titoli e incarichi particolari che compare nel deserto; e attraverso la sua parola percepisci un’altra Parola. Luca usa un’espressione che vale sempre, vale anche per noi. La Parola scende su Giovanni Battista: per dire che lui è mosso dalla Parola stessa, dal messaggio che anima la Parola, cioè dallo Spirito. Anche per noi, la conseguenza della discesa della Parola fa emergere che non è la persona del Battista che salva, ma la Parola che passa attraverso Giovanni che annuncia qualcosa che lui non ha prodotto, che non è frutto di una sua riflessione, ma frutto di accoglienza e di grazia. Il Battista è mosso dallo Spirito che anima la Parola, e che a sua volta annuncia. Lui è un trasmettitore della Parola. Ci poniamo di fronte a Giovanni Battista come di fronte ad una presenza emblematica, cioè che dice una realtà che avviene oggi. La conseguenza è la conversione: Battista annuncia un’azione di Dio a cui corrisponde una risposta nostra che è la conversione. Dio è all’opera e ci sono i segni che Lui indica; per questo non posso più ritenermi all’oscuro e smarrito dentro questa Parola, ma la Parola diventa per noi luce. Oggi noi siamo chiamati a convertirci perché Dio è presente. Ciò che annuncia il Battista non è una realtà limitata e circoscritta in un tempo preciso, ma è efficace adesso. La Parola di Dio annunciata dal profeta, accolta, ascoltata e vissuta, cambia il mondo di oggi. La parola del Battista non è solo di ieri, ma è di oggi. Ciò che avviene per opera del Signore non è limitato nel tempo, ma è assunto nella fedeltà della fede. Quindi oggi non siamo semplicemente uditori, ma siamo qui per dire: ho ascoltato la Parola, quello che il Signore mi propone e quello che fa attraverso me e noi.
  • Questa pagina della Scrittura ci autorizza ad un passo ulteriore: Gesù, venendo in mezzo a noi, ha voluto e fondato la Chiesa come comunione dei credenti. Il Battesimo della Chiesa porta in sé una pienezza che va oltre il battesimo di Giovanni Battista. Infatti Luca precisa molto bene che si tratta di un Battesimo di conversione e quindi chiede anche a noi la conversione.
Noi in forza del Battesimo diveniamo membri effettivi di questo corpo che è la chiesa, e quindi partecipiamo alla grazia profetica di cui il Concilio ha preso coscienza in modo vivo, anche se è una verità presente da sempre. Il Concilio l’ha ribadita e affermata con chiarezza, parlando di popolo profetico. La profezia non è più così affidata al singolo, ma a tutto il popolo, che ha la missione di testimoniare la presenza di Dio nella storia. Oggi, di fronte agli avvenimenti che succedono, di fronte al travaglio dell’umanità, la Chiesa è profezia nella misura in cui è fedele a se stessa e alla chiamata battesimale. Di fronte ai problemi mondiali che noi conosciamo o che dovremmo conoscere, tutti siamo chiamati a non guardare a questi avvenimenti come a cose che non ci toccano: tutto ci riguarda e ci coinvolge, perché tutto appartiene all’umanità; e l’appartenenza a noi, come missione, è più forte e più precisa. Si tratta di testimoniare l’azione di Dio oggi nel mondo e la parte di responsabilità che ci compete. Restare fuori sarebbe un duplice peccato : peccato di fronte all’umanità e di fronte alla fede e alla chiamata. Si tratta di prendere realmente la questione sul serio e di camminare in questa direzione: prendere coscienza della responsabilità che abbiamo, come insieme di popolo, di fronte alla realtà in cui vive e soffre il mondo. Io, come don Lino, ho vergogna di appartenere a questo popolo profetico e avvertire la vastità di questa responsabilità che noi abbiamo come popolo profetico; e, invece, pensiamo di demandare i grandi problemi alle autorità, come se dovessero essere loro chiamati a risolverli. I problemi sono di tutti. Non limitiamoci alle grandi manifestazioni, ma pensiamo al quotidiano, all’insegnamento ricevuto da queste letture. L’insegnamento riguarda la scoperta di una profezia quotidiana feriale, in cui la comunità e le sue espressioni dimostrano e indicano l’azione di Dio anche nelle piccole cose. Quest’ultime sono uno spazio attraverso cui il messaggio viene comunicato. L’uomo viene consolato e illuminato oggi, in questo tempo e in questo spazio dove noi siamo e abitiamo.
MESSAGGIO La PROFEZIA nella quotidianità
Il profeta Giovanni Battista si presenta nel deserto: senza particolari risorse mondane o elaborazioni intellettuali. La Parola che egli annuncia e che rappresenta la sua forza non è sua, ma dono dall’Alto. Si rivolge indistintamente a tutti gli abitanti della regione del Giordano, annuncia il compimento delle promesse antiche, e propone un cambiamento radicale di vita.
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Oggi la profezia è affidata non solo ai singoli profeti ma a tutto il popolo dei battezzati che, mosso dallo Spirito, testimonia la presenza e l’azione di Dio nella storia. Tale testimonianza non si riduce ai momenti forti ma anche alla quotidianità: alle parole, alle opere, ai rapporti, agli avvenimenti.

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