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Yemen, il nuovo covo di al qaeda.

Creato il 02 dicembre 2010 da Madyur

L’Ups su Hudda Street, una delle principali strade di San’a, è chiuso. All’interno un manifesto pubblicitario in inglese “A Londra in un giorno. Dateci fiducia”. La scarsa fiducia, a dire il vero, che il mondo riponeva nello Yemen è svanita tra i banconi di questo ufficio un paio di settimane fa. E’ da qui, e dalla vicina Fed Ex, anch’essa chiusa , che sono partiti i pacchi che hanno messo in allarme gli aeroporti europei. L’episodio ha spinto gli Usa a modificare l’approccio nei confronti dello Yemen e considerare un intervento di esperti da affiancare agli yemeniti alla caccia di uomini di Al Qaeda.

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Pesanti ombre sui confronti dello Yemen , dopo questa prospettiva, già stritolato da una pesante crisi economica e politica. Le strade di Sana’a in questi giorni sono pieni di soldati. Le camionette stazionano ad ogni angolo ma negli ultimi due anni non sono riuscite ad impedire una serie di attacchi firmati Al Qaeda. Fuori dalla città , la situazione è anche peggiore . Ampie aree del paese , a Nord e Sud , sono fuori controllo : il governo sta fronteggiando due rivolte , quella dei sciiti al Nord e quella dei secessionisti a Sud. Da questa parte arrivano racconti di bombardamenti , agguati, vittime civili e profughi.

Wall Street Journal ha parlato pochi giorni fa della costruzione da parte degli Stati Uniti di una serie di basi militari in tutto il Paese. Da esse corpi di élite americani e locali daranno la caccia agli uomini di Al Qaeda , che da qualche anno con la sigla AQAP(Al Qaeda nella Penisola Arabica) hanno trovato in questo territorio un rifugio sicuro.

Dalle montagne dello Yemen , firmando azioni come il fallito attentato del Natale 2009 e i pacchi bomba sugli aerei, AQAP si è imposta come una minaccia seria per il mondo “Possono fare quello che possono perché coperti dalle tribù e le tribù li appoggiano perché detestano il governo e la sua politica” spiega l’analista Abdelghani Al Eryani. Qui si pensa che un intervento americano sia un errore. “Farebbe solo il gioco di AQAP” dice Al Eryani.

LO Yemen di adesso sembra paralizzato. Le vie della vecchia città che fino a qualche tempo fa pullulavano di stranieri , ora non h più un turista. Alla fine del turismo, importante fonte di guadagno, si è aggiunto il blocco dei cargo. Un divieto che priva gli artigiani di una fonte di guadagno. Finiranno come il 40% della popolazione : disoccupati. 8 milioni di persone su 24 non hanno regolare accesso al cibo.

Il problema disoccupazione fa leva ai giovani di aggregarsi all’AQAP “Le sfide sono enormi . Qui la maggior parte dei ragazzi non ha lavoro né prospettive: per gli estremisti è facile reclutarli” spiega Nabil Shaiban del ministero della Cooperazione internazionale di Sana’a. Molti mujaheddin che sono qui hanno combattuto in Afghanistan e in Iraq. L’Occidente non riesca a chiudere i rubinetti della Jihad, anzi fa azioni che portano alla radicalizzazione e la militanza.

I soldi spesi degli americani finora in Yemen sono tanti: 5 milioni di dollari nel 2006, 67b nel 2009 , 155 nel 2010 e 250 nel 2011. Ma tutti questi soldi non sono riusciti a far assicurare alla giustizia il terribile Anwar Al Awlaki , considerato la mente di AQAP e per questo ricercato vivo o morto. Bernard Haykel dell’Università di Princeton ha una sua teoria “Lo Yemen potrebbe annientare AQAP in tempi brevi. Ma non vuole. Al Qaeda in Yemen significa per lui sostegno internazionale e soldi”.


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