Yoga o la pace mentale

Creato il 21 giugno 2013 da Francesca_82
Ci sono giornate che non dovrebbero proprio iniziare.
I segnali sono chiari, sono io che ancora non ho imparato a leggerli.
La "giornata" inizia con Marc che alle tre del mattino si prepara per andare al cole (a scuola):  vamos vamos mentre mi strattona... e poi noto che sta ancora dormendo, sogna lui con la scuola -pensa te!!- lo stendo e a colpi di tetta  e ridorme: sono io quella che rimane con gli occhi sbarrati, non so se per il suo entusiasmo verso la scuola (effettivamente adora andare con la nonna a prendere le cuginette davanti a scuola e vorrei dirgli  lasciate ogni speranza voi che entrate....) o perché lo ha espresso in piena notte, non chiudo più occhio e quando gli uccellini mi avvisano che sta arrivando l'alba, posso solo alzarmi con Raul sperando che il resto della giornata mi risparmi da ulteriori traumi.
Decisa quindi a fare meno danni possibili - vi ho detto che ci sono giornate che non dovrebbero iniziare, quindi cerco di congelarle sperando che faccia presto sera e applico una legge termodinamica, quella dell'entropia che recita "minima entropia, minimo disordine": un cubetto d'acqua è un sistema con l'entropia al minimo, una pentola d'acqua in ebollizione è un sistema con l'entropia al massimo. Io aspiro ad essere un cubetto di ghiaccio.
Non mi muovo, interagisco il meno possibile perché capisco, dal sonno che ho e dallo torpe che sono, che è meglio che stia tranquilla.
Ecco, devo uscire.
Con la macchina.
Mi ferma la polizia per un normale controllo, proprio di fronte a casa, proprio uscendo dallo stradello di casa mia e vorrei protestare perché stanno proprio sullo sbocco e non vedo le auto che arrivano da sinistra, ma con la faccia che ho, sbattuta dal sonno e con le mani che tremano per il nervoso che sembro uno yonkie in crisi di astinenza, riesco ad attirare tutta l'energia negativa dell'universo, l'entropia schizza ai massimi livelli e riesco a insospettire tanto il tipo in divisa che alle 12 del mezzogiorno mi ritrovo -ripeto a 200 mt da casa - a dover smontare anche il seggiolino di Marc per far vedere che sia a norma.
Ed io che solo volevo andare a buttare la spazzatura, che ne avevo 6 sacchi nel bagagliaio e il contenitore più vicino è a un km e a riempire le bottiglie di otto litri ciascuna d'acqua alla fonte del paese!
Ritornata alla base il pomeriggio scorre senza tanti sbattimenti, con la palpebra a mezz'asta non riesco nemmeno dormire dal sonno che ho, eppure Marc è collaborativo, passa molto tempo con il suo papà, in un'altra vita mi sarei schiantata sul divano per 16 ore, ma la madre che è in me mi obbliga comunque a ordinare, leggere, sistemare documenti....
E poi arriva lei, magnifica, indistruttibile, l'ora di yoga.
Esordisco arrivando in aula che c'è il serio rischio che mi possa addormentare nelle più assurde asana e di controllare che sia viva anche nella posizione dell'aratro

Immagine presa da Internet


ma resisto fino alla fine. Lezione dura, io che arrivando dalla Kundalini di quando abitavo in città e passando alla Hatha perché nel paesello c'è solo questa, pensavo mi fa un baffo.

Yoga è meditazione in movimento.
Yoga ti permette arrivare a pensare e credere sinceramente che giornate come queste hanno una spiegazione logica, che devono esistere anche queste giornate, affinché l'Universo sia in equilibrio e noi con lui.
Lasciar scorrere i pensieri liberamente, senza catturarli, senza perdersi in inutili seghe mentali (e quando ce vò!), perché questo è Yoga.
Attraverso la pratica della Yoga la mente è più chiara e migliora la capacità di gestire lo stress, oltre a ricaricare il corpo dell' energia perduta.
A volte entro in classe ben motivata a mettermi comoda in un angolino e schiacciare un riposino, cercando di prendere al volo l'occasione per dormire un po' di più.
Perché voi non lo sapete, ma io sono incredibilmente pigra.
E spero invece che Raquel, la mia prof, ci metta a fare 20 saluti al Sole o alla Luna, passando poi per il pino

tanto per non farsi mancare niente


Yoga è Amore verso tutti.
La polizia può aver pensato che sì, ero una tossica in via di guarigione, che sbucava da uno stradello perso tra gli aranci perché non sapeva più dove sfogare le sue crisi. Avranno pensato il peggio, ma io passo oltre.
Namaste, poliziotto, anche se non sai cosa vuol dire, io onoro la divinità che è in te, anche se tu non lo sai.
 
E Marc sì, pure tu hai ragione di esistere con il tuo entusiamo verso la scuola, che se proprio ci tieni ti iscrivo domani e poi non mi dire che non ti ho avvisato.
Namaste piccolo terremoto, tu sì che sei il mio Buddha.


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