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Zlatan Ibrahimovic, storia di una leggenda

Creato il 18 novembre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Dopo aver regalato la qualificazione ad Euro2016 alla Svezia con una doppietta, andiamo a scoprire la storia di Ibrahimovic.

Zlatan Ibrahimovic nasce a Malmö, in Svezia, il 3 ottobre 1981. Padre bosniaco e madre croata, all’età di 13 anni viene notato dal club della sua città natale che decide di acquistarlo, facendolo così esordire nel massimo campionato svedese. Ibra da subito mostra doti fuori dal normale, che gli permettono anche di essere inserito nella lista dei migliori 100 talenti europei stilata da Don Balon. Nel 2001 l’Ajax lo acquista per una cifra di 7.8 milioni di euro diventando il giocatore più pagato della storia del club di Amsterdam. Grazie alla maggior visibilità in Olanda, i principali club europei si interessano al ragazzo, anche grazie al suo celebre goal contro il NAC, goal da tutti considerati tra i più belli della storia del calcio. Le qualità del ragazzo sono fuori dal normale, nonostante la sua notevole stazza infatti il giocatore è dotato di una notevole agilità e grandi doti nell’uno contro uno, oltre ad un destro micidiale.

Zlatan Ibrahimovic scores an incredible solo goal for Ajax against NAC, 2004.pic.twitter.com/JVvKaTFDN5

— Footy Flashbacks (@FootyFIashbacks) 28 Settembre 2015

La Juventus nel 2004 impressionata da Zlatan decide di acquistarlo per circa 16 milioni di euro: la fiducia dell’allenatore, Capello, è totale a tal punto da metterlo in campo titolare lasciando in panchina bandiere bianconere come Del Piero e Trezeguet. Ibrahimovic alla Juve raggiunge la massima maturità, vincendo due scudetti e lottando per la Champions senza però riuscire a vincerla. Sicuramente però non si può dire di lui che abbia un particolare attaccamento alla maglia: quando la Juventus nel 2006 viene arbitrariamente retrocessa in Serie B durante gli scandali di Calciopoli, il ragazzo decide di lasciare il club bianconero per trasferirsi all’Inter. Nel club milanese Ibra matura ulteriormente grazie anche ai campionati vinti e alle classifiche da capocannoniere vinte: Zlatan ha infatti il particolare record di avere vinti consecutivamente i campionati dal 2005 al 2011 con le maglie di Juve, Inter, Barcellona e Milan. Quello che manca di più però al ragazzo è una vittoria in campo europeo, per questo motivo nel 2009 lascia Milano in direzione Barcellona, trasferimento da 46 milioni di euro più il cartellino di Samuel Eto’o. Il Barcellona di Guardiola all’epoca era sicuramente la squadra più forte d’Europa, ma paradossalmente nel 2010 a trionfare in Champions League è proprio l’Inter, da lui lasciata un anno prima. Durante quest’anno Ibrahimovic vince il campionato segnando tanto, ma mai lasciando il segno. Infatti Zlatan non ha mai digerito il fatto di non essere la stella del club, come era abituato, per via della presenza del giocatore più forte di sempre: Leo Messi. Dopo solo un anno di Spagna Ibra torna in Italia, al Milan, un colpo da quasi 24 milioni euro, dove Allegri costruisce una squadra attorno a lui riuscendo nella vittoria finale del campionato. Ma la vera beffa è che nel 2011 il Barcellona senza di lui ritrova la vittoria in Champions League. L’anno successivo per Ibrahimovic si conclude senza titoli, motivo per cui decide di andare a cercare maggiori fortune in Francia, al PSG, dove gli viene offerto uno stipendio record da 12 milioni l’anno. Il club parigino, nonostante una squadra costruita a suon di super colpi, non riesce mai ad essere competitiva in Europa, mentre in terra francese domina il campionato negli ultimi tre anni.

In nazionale invece Zlatan non ha molte fortune: nonostante lui segni valanghe di goal, la squadra spesso manca alle qualificazioni in competizioni europee. Celebri i suoi goal di tacco contro l’Italia e quello in acrobazia dai 40 metri contro l’Inghilterra. Ora però, grazie ad una sua doppietta con due grandi goal, la Svezia ha trovato la qualificazione ad Euro2016 ai danni della Danimarca. La leggenda che Ibra ha costruito intorno a lui resterà per sempre, nonostante non abbia né Palloni d’Oro né Champions League.

L’unico rimpianto per Ibrahimovic è quello di aver giocato nell’era di Ronaldo e Messi: non provate a dirglielo però, probabilmente lui vi risponderà che il dio del calcio si chiama col suo nome.

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