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La Trojka europea sta dissanguando la Grecia. Potrebbe toccare anche a noi

Creato il 03 aprile 2013 da Iljester

grecia-elezioni-eurolandia-infophotoRicordate la vicenda di Cipro e del prelievo forzoso dai conti correnti? Beh, l’Italia visse già quell’infausta esperienza, all’incirca vent’anni fa, quando l’allora governo Amato in una notte prelevò dai nostri conti correnti il 6 per mille di quello che avevamo depositato per salvare la lira.

Ebbene, adesso tocca alla Grecia. Ma in una modalità assai peggiore. Atene, per risanare i suoi debiti, è costretta su imposizione della Trojka europea a dismettere il proprio patrimonio pubblico, e in particolare, le ferrovie, che sono state piazzate sul mercato privato. Immaginate voi gli affari che faranno gli speculatori, perché a quel punto si punterà a un prezzo al ribasso. Ma la Trojka non è comunque soddisfatta: per concedere il prestito di 9 miliardi di euro, pretende pure 25 mila licenziamenti nel settore pubblico e il pagamento della tassa sulla casa anche per il 2013.

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Poi toccherà a noi, più di quanto ci è toccato finora con il Governo Monti, se non ci decidiamo a mettere in piedi un governo di una certa autorevolezza, che naturalmente non può comprendere né Grillo né Bersani, ma solo le forze politiche e gli uomini di buona volontà che hanno realmente a cuore le sorti della nostra povera nazione (e non l’eliminazione politica di Berlusconi), dilaniata da una sinistra incapace persino di ammettere la sconfitta e che sta – I R R E S P O N S A B I L M E N T E – portando l’Italia verso il baratro, per meri interessi di bottega.

A questo punto, come dice il Cavaliere (a ragione), sarebbe meglio tornare a votare (anche con questa legge elettorale). Tanto il Presidente della Repubblica che verrà eletto, sicuramente sarà per l’ennesima volta un presidente di parte (si parla di Prodi, o addirittura Gino Strada o la Boccassini), e non credo che anteporrà gli interessi del paese agli interessi della parte politica che lo eleggerà. Soprattutto se sarà antiberlusconiano e di conseguenza anticentrodestra. Conseguentemente – al contrario di Napolitano – manderà Bersani o qualcun altro in parlamento a caccia di voti per rimediare una risicata e patetica maggioranza di qualche senatore. E allora per l’Italia saranno grossi, anzi grossissimi guai. Cipro e la Grecia sono sempre più vicine.


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