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Pojer & Sandri, due maghi, dagli esordi al Merlino

Da Marco1965_98 @foodstoriestwit

Uno, Fiorentino Sandri, aveva la terra. Un vigneto di due ettari. L’altro, Mario Pojer, aveva un diploma dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, prestigiosa e antica scuola di enologia che sforna a volte enologi di talento (fra cui Eugenio Rosi). Ed era il 1975.Pojer & Sandri 2.jpg

Da allora il connubio ha resistito al tempo e al mercato ed è diventato sinonimo di eccellenza nell’enologia trentina. Appollaiati sulla collina di Faedo, subito sopra la famosa scuola, fra la Valle dell’Adige e quella di Cembra, i due prodi, da subito, contro ogni previsione iniziarono a sfornare grandi prodotti e successi: il primo vino, il Palai Muller Thurgau ’75, prodotto con tecnologia all’avanguardia in uso in Germania e sul Collio, lo Chardonnay, all’epoca poco conosciuto, una delle prime bottiglie di Nosiola in purezza dall’indimenticabile profumo di mela golden. Straordinari anche i vini dolci, a partire dal’Essenzia, del 1985 di fragranza assoluta.

Crebbe l’azienda e crebbero i vigneti. E ovviamente crebbero anche i prodotti: i Cabernet con Merlot e Lagrein vanno a costituire il “Rosso Faye”, vino Top dell’Azienda.
Salendo la collina, via via  Nosiola, Traminer, Chardonnay, Sauvignon e Pinot Nero, per arrivare a 700 mt., al Müller Thurgau.
Sempre in quota ci sono lo Chardonnay e Pinot Nero per le “bollicine”metodo classico in versione Extra Brut e Rosè Brut.
E da sempre, a fianco della cantina c’è la Distilleria tra le prime a produrre in Trentino la grappa di monovitigno.
Dalla distilleria escono le grappe, le acquaviti di frutta ed il brandy. Tutti prodotti nascono rigorosamente da materia prima regionale, gran parte prodotta in azienda come la vinaccia, le mele cotogne, il ribes, il sambuco, il sorbo dell’uccellatore, il vino. Laddove non producono direttamente i due hanno ricercato la frutta in microzone di produzione con i migliori caratteri qualitativi ed aromatici.
Il Brandy dal 1986 nasce da alcuni viaggi di studio in Francia, nelle zone del Cognac e dell’Armagnac. Pojer e Sandri vinificano dell’uva, con lo scopo di produrre un vino base da distillare usando due vitigni locali, la Schiava delle zone più alte della collina di Faedo ed il Lagarino della alta Val di Cembra. Poi aspettano pazientemente per dieci anni la maturazione del vino distillato in barrique e la loro pazienza viene premiata: nel 1997 nasce la prima acquavite “Divino”, vendemmia 1986.

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L’ultimo nato ha un nome che sembra il manifesto programmatico di questi due maghi della cantina e dell’alambicco: “MERLINO”, ottenuto unendo un mosto di Lagrein parzialmente fermentato di 4 – 5 gradi di alcol fortificato dal loro brandy invecchiato 15 anni. Connubio e summa delle due attività di oltre un trentennio insieme. Un vino italiano che davvero regge l’abbinamento al cioccolato.

Una continua crescita e continua ricerca dell’innovazione al servizio della qualità del prodotto con una filosofia invariata: migliorare e personalizzare il prodotto, riducendo al minimo le aggiunte esogene quali la solforosa e la bentonite, dimenticando enzimi, chiarificanti, gomma arabica e altre diavolerie. La magìa di Pojer & Sandri non ha bisogno di artifici. 

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inserito da Elena Bianco

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