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Sabato 14 Luglio alle ore 21:00 nel teatro comunale di Novoli, in piazza Regina Margherita, la tavola rotonda “il grano duro Senatore Cappelli e le sue magiche caratteristiche organolettiche”

Da Antoniobruno5

Sabato 14 Luglio alle ore 21:00 nel teatro comunale di Novoli, in piazza Regina Margherita, la tavola rotonda “il grano duro Senatore Cappelli e le sue magiche caratteristiche organolettiche”
Sabato 14 Luglio alle ore 21:00 nel teatro comunale di Novoli, in piazza Regina Margherita, la tavola rotonda “il grano duro Senatore Cappelli e le sue magiche caratteristiche organolettiche”
Mediatore: Antonio Bruno, agronomo, presidente dell’associazione ADAF
Saluti: Oscar Marzo Vetrugno, sindaco di Novoli
Apertura: Francesco Pacella, assessore all’agricoltura della Provincia di Lecce
Relatori:
 Michele Stanca, professore presso l’università di Modena e reggio emilia, studioso di fama
internazionale dell’orzo e del grano, e autore di oltre 350 pubblicazioni su riviste
scientifiche nazionali e internazionali, nativo di Soleto
 Donato Caroppo, imprenditore agricolo del panificio Caroppo di Specchia Gallone, esperto
produttore e panificatore del grano Senatore Cappelli
 Pantaleo Piccinno, presidente della Coldiretti di Lecce
 Giuseppe Ferro, agronomo accademico dei Georgofili-Firenze
 Angelo Amato, presidente dell’associazione “i custodi di Olivinopoli”
I due eventi culturali sono una tappa annuale fissa per la diffusione della conoscenza di questi due prodotti tipici della dieta mediterranea, un incontro programmato per il confronto tra esperti internazionali, una cucina di idee per lo sviluppo di iniziative imprenditoriali rivolte all’incremento dell’occupazione dei giovani nell’agricoltura e nel turismo, sostiene Angelo Amato, presidente dell’associazione “i custodi di Olivinopoli”
Le due manifestazioni enogastronomiche saranno arricchite da varie attività di intrattenimento:
1. Sagra dei prodotti da forno (pane, pizza, puccia…) preparati al momento con forni allestiti in
piazza;
2. Degustazioni di olio extravergine e pane.
3. Stand per la promozione e la vendita dei prodotti delle aziende espositrici.
4. Prove dimostrative della produzione dal vivo dell’intero ciclo di trasformazione del grano e della produzione del pane e dell’olio, con in piazza un molino ed un frantoio mobile
 
La Madonna del Pane
Il culto per la Madonna del Pane comparve per la prima volta in seguito a un evento miracoloso risalente all'anno 1707, quando Novoli (Le) fu colpita da una terribile pestilenza che ne decimava la popolazione. L'epidemia si diffuse rapidamente ed inutili furono le preghiere rivolte a Sant'Antonio Abate e le cure prestate in maniera artigianale.
Fu allora che apparve la Madonna alla popolana Giovanna ("la Giuanna noscia"), una giovane molto povera che non sapeva né leggere né scrivere. La bella signora si avvicinò a Giovanna, le porse del pane e le disse di portarlo dal parroco e di farlo dispensare ai morenti. Trafelata, la ragazza prese il pane, si recò dal parroco e raccontò l'accaduto. Questi, per non incorrere in qualche illusione, rimandò Giovanna alla Madonna per imparare l'Ave Maria. Di rimando la Madonna disse alla ragazza di riferirlo al parroco di aver frequentato un'ottima scuola e di essere stata diretta da un'ottima maestra. Bastarono queste poche parole per far capire al parroco che si trovava di fronte ad un miracolo e che la signora era la Madonna.
Immediatamente fece visita agli ammalati e distribuì loro il "pane di Maria", raccontando quello che era accaduto a Giovanna. Miracolosamente gli infermi guarirono.
In effetti, nel 1705 e 1706, vi fu una forte mortalità che spinse gli abitanti a chiedere l'intervento divino e nel 1707, anno dell'apparizione, i morti diminuirono.
Nelle vicinanze della nicchia dove la ragazza vide la Madonna, in una località denominata "cuneddha", fu eretta una chiesa in Suo onore. Ufficialmente la chiesa è descritta per la prima volta nella Visita Pastorale del 1746. Proprio in quella occasione, infatti, si precisava che la chiesa dedicata alla Vergine di Costantinopoli si presentava con una sola navata e tre altari, quello maggiore con una nicchia in pietra con l'immagine della Madonna di Costantinopoli disegnata sul muro e quelli laterali dedicati rispettivamente a San Marco e Sant'Agostino. Fu nel 1853 che la cappella della Madonna di Costantinopoli portò per la prima volta la denominazione "Maria Ss. del Pane", come evidenziato nei verbali della santa Visita Pastorale che riportavano anche "la necessità di registrare una relazione di tanti fatti prodigiosi scritta dal Rev. D. Vincenzo Tarantini".
Nel 1855, imperversò il colera nella provincia di Lecce e, fatto prodigioso, mentre Lecce, Trepuzzi, Squinzano, Cariano e Arnesano furono colpiti dal morbo contagioso, la sola Novoli, che aveva fatto ricorso alla cara protettrice, rimase immune dal malore, tanto che gli abitanti dei paesi vicini venivano a chiedere il pane benedetto di Maria SS. di Costantinopoli per essere liberati dalla pestilenza.
Dalla fine dell'800, il titolo Madonna del Pane comparve sempre più spesso, fino a diventare l'unico titolo della Santa Protettrice di Novoli; Fu Mons. Zola (nella Visita Pastorale del 1880) a ricordare che il clero di Novoli solennizzava la protettrice la terza domenica di luglio.
All'interno della chiesa è presenta la statua della Vergine, opera dell'artista Luigi Guacci; il simulacro è accolto da un'edicola di marmo dal luglio del 1930, dopo che un incendio sviluppatosi dalla caduta di un cero (26 aprile 1929) distrusse la vecchia statua e danneggiò il tempio.
Si racconta di molti miracoli riconducibili alla Madonna del pane, come la guarigione di un muratore di Novoli, di un canonico di Lecce, del parroco di Pisignano, dopo essere stati unti con l'olio della lampada che illuminava la nicchia con l'immagine della Vergine; ed anche, nel 1890, il miracolo di una ragazza dodicenne caduta in un pozzo e salvata per intercessione di Maria. Dal Settecento, quindi, il culto della Madonna del pane è molto sentito a Novoli ed anche la chiesa a lei dedicata è vista quasi come la casa del pane; e il pane, nella fede dei devoti e nell'immaginario collettivo, andava a completare l'immagine della vite raffigurata nello stemma civico della città, in una simbolica e perfetta eucaristia.

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